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Palermo: Laurea in legge con tesi sull’autismo. Il traguardo di una mamma coraggio

di Salvatore Giordano

Rosi Pennino aveva sospeso gli studi dopo la diagnosi della figlia: “Tutti i genitori possono riprendere il loro cammino”. Quel che sembrava un ostacolo, alla fine si è rivelato un trampolino di lancio. Sono lacrime di gioia quelle che hanno fatto luccicare gli occhi di Rosi Pennino, mamma di un’adolescente affetta da autismo, presidente dell’associazione ParlAutismo e neolaureata in Giurisprudenza. Pubblica così l’edizione odierna de la Repubblica. Il suo percorso di studi si era interrotto circa 15 anni fa, quando la diagnosi di spettro autistico per la figlia aveva di colpo spazzato via qualsiasi impegno che non riguardasse la cura per la sua bambina. Poi, qualche anno fa, la scelta di riprendere quel percorso interrotto bruscamente e la successiva coincidenza del lockdown, a favorire studio e concentrazione. Oggi, l’agognata discussione della tesi, che parla di amministrazione di sostegno, tra prassi, luci e ombre. L’ostacolo, insomma, si è trasformato in un vero e proprio trampolino di lancio per la presidente di ParlAutismo, che, attorno ai temi che l’hanno accompagnata nel percorso di affiancamento alla fragilità della figlia, ha potuto costruire la sua tesi di laurea. “La vita – commenta Pennino – sa essere ironica. Senza le competenze acquisite sul campo in questi anni al fianco di Sara, in qualità di amministratore di sostegno di mia figlia, non so se mi sarei laureata lo stesso. Invece, ho avuto l’opportunità di approfondire un tema che è già parte integrante della mia vita. Ancora una volta, senza Sara, a cui la tesi è dedicata, questo traguardo non sarebbe stato possibile. C’è tanta normalità in questa vicenda – aggiunge la presidente di ParlAutismo –. Perché nelle storie di ogni mamma e di ogni papà, che ho incontrato in questi anni, ho potuto trovare un cammino analogo. Tanti sogni chiusi nel cassetto per dare priorità alle fragilità dei propri figli. È a loro che, oggi, voglio dire di riprendere in mano i loro piccoli e grandi sogni, perché, adesso, so che si può fare”.