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Delitto Vaccaro, ai Failla contestata soltanto la rissa aggravata e non l’omicidio preterintenzionale

Questa mattina, il Giudice per le indagini preliminari, Marco Petrigni, ai fratelli Leonardo e Antonino Failla, coinvolti nella rissa che ha provocato la morte del fruttivendolo partinicese, Gioacchino Vaccaro, ha concesso gli arresti domiciliari.
Nell’ordinanza emessa si evince che ai Failla non viene contestato il reato di omicidio preterintenzionale, ma solo la rissa aggravata. Questo, poiché, dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sentite le dichiarazioni di alcuni testimoni chiave, tra cui un’anziana signora che ha assistito dal balcone di via Frosinone alla scena, il Vaccaro dopo la rissa sarebbe salito in auto senza alcun aiuto e nel referto del pronto soccorso avrebbe dichiarato di stare male per via di una caduta.
Oltretutto, nel referto della tac non sono state evidenziate lesioni: questo farebbe pensare al fatto che la morte del fruttivendolo partinicese possa essere sopraggiunta per motivi non direttamente legati ai pugni e ai calci scagliati dai Failla.
Queste le motivazioni che avrebbero portato il Gip Petrigni a convalidare l’arresto con la detenzione domiciliare e l’obbligo del braccialetto elettronico.
È chiaro che, dopo l’autopsia, che verrà eseguita questo pomeriggio alle ore 17 presso l’istituto di Medicina Legale del policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, il capo di imputazione potrebbe cambiare.
Terminato l’esame autoptico, il corpo di Vaccaro verrà restituito alla famiglia per la celebrazione delle esequie.