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Capaci, 33 anni dopo: Andrea Piazza (DC) lancia un appello per una nuova cultura dell’antimafia

PALERMO – «Oggi ricorre il 33esimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. I momenti in cui ognuno di noi ha appreso quella tragica notizia sono rimasti scolpiti traumaticamente nelle nostre menti». A dichiararlo è Andrea Piazza, responsabile Legalità e Antimafia della Democrazia Cristiana, che interviene in occasione della giornata del ricordo, sottolineando la necessità di una riflessione più profonda sull’eredità di quegli eventi.

Piazza evidenzia come, nonostante siano passati oltre trent’anni, «il cammino verso la verità reale – oltre le risultanze processuali – sia ancora impervio e insufficiente per identificare tutti coloro che hanno pianificato ed eseguito le stragi di Capaci e via D’Amelio».

Depistaggi e antimafia etica

Nelle sue parole, c’è una denuncia chiara: «I depistaggi di Stato sono stati una componente essenziale. Il 1992 è stato un anno horribilis per l’Italia, che ha mutato irreversibilmente, e in peggio, la nostra storia nazionale». Da qui, l’appello a un nuovo approccio nella lotta alla mafia: «La Democrazia Cristiana, come comunità politica, promuove un’antimafia sociale e fondata sul valore etico, che spezzi la catena di interessi che ha trasformato questa battaglia – in alcuni casi – in una vera e propria industria dell’antimafia».

Secondo Piazza, occorre «ripensare ideologicamente il modello culturale dell’antimafia, affinché assuma un approccio universale, come avviene per altre grandi tragedie umanitarie come la Shoah. Serve un’evoluzione della società civile verso una visione più inclusiva e meno divisiva».

Antimafia francescana e beni confiscati

Il modello di riferimento auspicato è quello di un’“antimafia francescana”, sobria e disinteressata: «In povertà, senza elargizioni pubbliche, perché il cemento deve essere il valore, non la mercificazione», ha affermato Piazza.

Altro tema centrale è la gestione dei beni confiscati alla criminalità: «La Democrazia Cristiana ritiene che debbano essere alienati e messi a disposizione della fiscalità generale, affinché tornino utili alla collettività».

Una nuova Agorà a Palermo

Da oltre due anni, il gruppo DC ha presentato in Consiglio Comunale una proposta concreta per la memoria delle vittime di mafia: riqualificare i marciapiedi di viale Croce Rossa, trasformandoli in un luogo identitario e commemorativo. «L’idea è di impreziosire l’area con maioliche e pannelli in pietra lavica ceramizzata, ricordando tutte le vittime e i momenti chiave della storia siciliana».

«Costruire un’Agorà per unire il senso di appartenenza ai valori della legalità», è la visione tracciata da Piazza, che conclude: «Oggi non è un giorno come gli altri. Per la Democrazia Cristiana, è il momento di contribuire concretamente al cambiamento».