Carini celebra la Festa della Repubblica: il messaggio del sindaco Giovì Monteleone
CARINI – In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, il sindaco di Carini, Giovì Monteleone, ha rivolto un sentito e profondo messaggio alla cittadinanza, sottolineando il valore storico, civile e morale della ricorrenza che segna la nascita dell’Italia democratica.
Il primo cittadino ha ricordato come la Repubblica non sia un concetto astratto o acquisito per diritto naturale, ma il risultato del coraggio e della scelta compiuta dal popolo italiano il 2 giugno 1946, al termine di un lungo e doloroso periodo segnato dalla dittatura fascista e dalla guerra. Un momento storico – ha sottolineato Monteleone – in cui uomini e donne, per la prima volta chiamati insieme al voto, restituirono significato alle libertà civili e politiche.
Nel suo discorso, il sindaco ha evidenziato l’importanza delle scelte politiche compiute subito dopo il referendum istituzionale, tra cui l’amnistia voluta da Togliatti e la nomina di Enrico De Nicola a capo provvisorio dello Stato: atti di riconciliazione nazionale che hanno gettato le basi della nostra democrazia. Fondamentale, ha detto, è anche il ruolo delle Forze Armate, custodi della pace e della sicurezza, in Italia e all’estero.
Un pensiero è stato rivolto anche alla Costituzione, «fondata sul lavoro», come recita il suo primo articolo, e frutto di un dialogo tra culture politiche differenti unite dall’obiettivo del bene comune.
Nel finale, Monteleone ha voluto lanciare un appello accorato alla pace e alla solidarietà, richiamando le parole del Presidente Mattarella e condannando con fermezza le sofferenze inflitte al popolo palestinese. «Diamo la pace e un libero Stato al popolo palestinese. Basta con il genocidio di uomini e bambini», ha dichiarato.
Il sindaco ha infine invitato i cittadini a riscoprire il valore della “cosa pubblica” e della memoria storica, sottolineando che la Repubblica vive e si rafforza ogni giorno attraverso la partecipazione, la responsabilità e l’unità di tutti. «Viva l’Italia repubblicana e democratica», ha concluso tra gli applausi.

Giornalista
