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Fiamme tra la Riserva dello Zingaro e Scopello, notte di paura: evacuate 50 abitazioni

Castellammare del Golfo (TP) – Notte di paura tra la Riserva dello Zingaro e Scopello, dove un vasto incendio ha messo in ginocchio uno dei territori naturalistici più preziosi della Sicilia. Il fronte di fuoco, partito ieri dal versante di San Vito Lo Capo, ha proseguito il suo cammino distruttivo fino a raggiungere nella notte l’area di Scopello, costringendo all’evacuazione circa 50 abitazioni nella zona di Mazzo di Sciacca, lato monte.

«Il fronte di fuoco è al momento circoscritto – ha dichiarato il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto –. Intorno alle 8 di questa mattina l’emergenza è rientrata, anche grazie all’intervento di due canadair all’alba. Purtroppo si è reso necessario evacuare nel cuore della notte diverse famiglie, le cui abitazioni sono state improvvisamente avvolte dal fumo».

L’incendio si è propagato rapidamente anche per l’impossibilità, nelle ore serali, di raggiungere agevolmente l’area a causa del buio. La zona a monte di Scopello è stata per ore illuminata dalle fiamme, con più fronti attivi fino all’intervento delle squadre di soccorso.

Il sindaco Fausto, che ha seguito personalmente le operazioni sul campo, ha espresso ringraziamento e riconoscenza alle forze impegnate nelle attività di spegnimento e soccorso: «Ancora una volta il nostro territorio è stato gravemente ferito, riportando danni ambientali ed economici incalcolabili. Un sentito grazie a chi, a rischio della propria incolumità, ha lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza luoghi e persone».

A intervenire sono state le squadre del servizio antincendio boschivo della Forestale, i Vigili del Fuoco, il personale della Riserva dello Zingaro, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, insieme alle associazioni di protezione civile Firerescue e Anopas, coordinate dalla Prefettura.

Il territorio resta ora sotto presidio per evitare nuovi focolai, mentre la comunità si lecca le ferite di un’altra tragica pagina estiva, segnata ancora una volta dalla mano devastante del fuoco.