Il pranzo della domenica: un salto in Sicilia, cento anni fa
Era una domenica di fine agosto del 1925. La Sicilia, bruciata dal sole, respirava attraverso le case di pietra e i cortili colmi di voci. In un piccolo paese tra gli agrumeti, una famiglia si preparava al pranzo domenicale. La tavola era povera ma piena di dignità: tovaglia di lino grezzo, bicchieri spaiati, piatti di ceramica scheggiati dall’uso.
La madre, vestita di nero nonostante la calura, aveva iniziato a cucinare all’alba, aiutata dalle figlie. I ragazzi correvano in strada, scalzi, e il padre tornava dalla messa con un filone di pane ancora caldo, acquistato dal fornaio che, di domenica, sfornava solo per poche ore.
Quel pranzo era una festa dentro la povertà. Il profumo del sugo di maiale invadeva le stanze, mescolandosi al basilico fresco raccolto nel cortile. Sul tavolo, accanto ai piatti, c’era una sedia vuota: quella del fratello maggiore, emigrato in America, che da tre anni non si faceva sentire. La madre teneva sempre il suo posto, con un piatto colmo come se potesse tornare da un momento all’altro.
Il pranzo fu un rito di memoria e speranza. Si mangiò ridendo e piangendo, con la consapevolezza che il cibo era legame e consolazione. Un’anziana vicina, rimasta sola, fu invitata a unirsi alla tavola. Le mani tremanti, alzando il bicchiere di vino, sussurrarono: “La domenica è per chi resta, non per chi parte”.
Il menù di quella domenica
- Antipasto: olive nere condite con origano e limone, pane casereccio cotto a legna
- Primo: maccheroni al ferretto con sugo di maiale e ricotta salata
- Secondo: falsomagro siciliano con contorno di patate al forno
- Dolce: cassatelle fritte ripiene di ricotta e zucchero
La ricetta antica: Maccheroni al ferretto con sugo di maiale
Ingredienti (per 6 persone)
- 600 g di farina di semola rimacinata
- acqua q.b.
- un pizzico di sale
- 400 g di costine di maiale
- 300 g di salsiccia fresca
- 1 cipolla grande
- 1 litro di salsa di pomodoro fatta in casa
- olio extravergine d’oliva
- basilico fresco
- ricotta salata da grattugiare
Preparazione della pasta
- Versare la farina su una spianatoia, aggiungere acqua tiepida poco a poco e lavorare fino a ottenere un impasto liscio e compatto.
- Formare dei cordoncini sottili, avvolgerli intorno a un ferretto (un ferro da maglia o l’apposito ferro per maccheroni) e sfilare delicatamente. Lasciare riposare la pasta su un telo infarinato.
Preparazione del sugo
- In una pentola capiente, soffriggere la cipolla tritata con un filo d’olio.
- Aggiungere le costine e la salsiccia, rosolando fino a doratura.
- Unire la salsa di pomodoro, aggiustare di sale e cuocere a fuoco lento per almeno due ore, finché la carne diventa tenera e il sugo denso.
- A fine cottura aggiungere foglie di basilico fresco.
Composizione del piatto
- Cuocere i maccheroni in acqua salata, scolarli e condirli con abbondante sugo.
- Servire con una generosa grattugiata di ricotta salata.
- Portare in tavola la carne del sugo come secondo, come da tradizione.

Maria Cucchiara – Docente di filosofia e storia, scrittrice e collaboratrice di Radio Amica. Appassionata di cultura, attualità e impegno sociale, racconta la realtà con sensibilità e sguardo critico, unendo attenzione al territorio e apertura internazionale.
