Palermo ricorda Cesare Terranova e Lenin Mancuso: “La loro lotta è ancora la nostra”
PALERMO – Nel giorno dell’anniversario del vile attentato mafioso che il 25 settembre 1979 costò la vita al giudice Cesare Terranova e al maresciallo Lenin Mancuso, la città di Palermo ha rinnovato il proprio impegno nella memoria e nella lotta alla criminalità organizzata. Una commemorazione sentita, che ha visto la partecipazione delle istituzioni e delle scuole, in un momento di riflessione collettiva sul valore della giustizia e del coraggio civile.
“Palermo si stringe nel ricordo di due uomini dello Stato che hanno sacrificato la propria esistenza per la giustizia, la verità e la libertà – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla –. Cesare Terranova è stato un magistrato visionario, tra i primi a indagare i legami tra mafia e potere. Lenin Mancuso ha condiviso con lui questo destino, testimone silenzioso e valoroso della lotta alla criminalità. Onorarli significa continuare la loro battaglia con gli strumenti della democrazia, della legalità e della cultura.”
La presenza dei giovani ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata. “Nessuno di questi bambini era nato 46 anni fa – ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Fabrizio Ferrandelli, intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione comunale – ed è importante che sappiano che le opportunità di oggi le dobbiamo ad uomini come Terranova e Mancuso. Devono essere fari ed esempi formativi che li accompagnino nella vita.”
L’omicidio di Cesare Terranova e Lenin Mancuso segnò uno spartiacque nella storia della lotta alla mafia, aprendo una stagione di consapevolezza e mobilitazione civile. A distanza di quasi mezzo secolo, il loro sacrificio continua a rappresentare un monito per le istituzioni e per la società: la memoria non è solo un dovere, ma una responsabilità attiva, da trasmettere alle nuove generazioni.

Giornalista
