Catania, sgominata banda delle “rapine in villa”: sette misure cautelari
CATANIA – Su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e del Nucleo Cinofili, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di sette soggetti indagati per reati gravi, tra cui associazione per delinquere e rapina aggravata.
🔍 Un’indagine lunga e articolata
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Catania-Fontanarossa, si è sviluppata tra novembre 2024 e giugno 2025, attraverso intercettazioni, appostamenti e riscontri sul territorio. Le indagini hanno ricostruito l’operatività di un sodalizio criminale catanese specializzato in rapine in villa, condotte con tecniche militari e preparazione meticolosa.
🧿 Rituali esoterici prima dei colpi
Singolare il ruolo di uno dei membri, di origini senegalesi, incaricato di svolgere rituali propiziatori prima di ogni azione, ritenuti fondamentali per il “buon esito” delle rapine. Nessun colpo veniva eseguito senza il compimento di questi riti.
🏠 L’episodio chiave: la rapina di Misterbianco
L’episodio che ha dato avvio alle indagini è avvenuto a Misterbianco, nella notte del 16 novembre 2024, ai danni di un imprenditore catanese. I malviventi, travestiti da agenti della Guardia di Finanza con pettorine, palette e lampeggianti, lo hanno costretto a rientrare a casa, dove hanno aggredito lui, la compagna e la figlia di appena 16 mesi.
La banda ha sottratto denaro, gioielli e orologi di lusso per un valore complessivo di oltre 75.000 euro. Successivamente, sotto minaccia di rapire la bambina e mutilare l’uomo, si sono fatti condurre in una seconda abitazione, dove hanno prelevato altri 100.000 euro.
🎥 Le immagini decisive
Fondamentale per l’indagine è stato il recupero delle registrazioni audio-video del sistema di sorveglianza domestico, che i rapinatori avevano tentato invano di distruggere. I filmati hanno fornito elementi indiziari chiave per l’identificazione dei responsabili.
⚖️ Le misure cautelari
Il GIP del Tribunale di Catania ha disposto:
- 6 misure di custodia cautelare in carcere
- 1 misura degli arresti domiciliari
Custodia cautelare in carcere:
- Domenico Aleo (1979)
- Alberto Gianmarco Angelo Caruso (1980)
- Khalipha Casse (1963)
- Valentina Maugeri (1988)
- Alessandro Sapiente (1988)
- Gianfranco Sapiente (1985)
Arresti domiciliari:
- Andrea Caggegi (1982)
Le indagini proseguono, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Giornalista
