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Due anni di guerra tra Gaza e Israele: “Dolore indescrivibile”, l’ONU chiede cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi

A due anni esatti dagli attacchi del 7 ottobre 2023, che hanno dato inizio alla guerra tra Gaza e Israele, le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite lanciano un appello urgente: cessate il fuoco immediato, rilascio degli ostaggi e accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari. Mentre in Egitto proseguono i colloqui sul piano di pace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il bilancio umano del conflitto è drammatico.

🗣️ Tom Fletcher (ONU): “Il dolore è indescrivibile”

“Il dolore è indescrivibile”, ha dichiarato Tom Fletcher, capo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, ricordando gli attacchi “abominevoli” del 7 ottobre 2023. “Rinnovo il mio appello per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi. Fino ad allora, devono essere trattati con umanità. I civili, ovunque, devono essere protetti.”

📌 Il bilancio: migliaia di morti, fame e sfollamenti

  • Oltre 1.250 israeliani e cittadini stranieri uccisi negli attacchi iniziali di Hamas e altri gruppi armati
  • Più di 250 persone prese in ostaggio, ancora trattenute a Gaza
  • Oltre 66.000 palestinesi uccisi secondo fonti sanitarie locali
  • Centinaia di migliaia di sfollati e persone in condizioni di grave insicurezza alimentare

🎙️ Philippe Lazzarini (UNRWA): “Gaza vive nel terrore da due anni”

Il Commissario generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, ha parlato di “due lunghi anni di distruzione, sfollamenti, bombardamenti, paura, morte e fame”. Ha chiesto il rilascio di ostaggi e detenuti palestinesi, un cessate il fuoco immediato e la distribuzione su larga scala di aiuti umanitari. “Non c’è altra via d’uscita da questo abisso e da questo caos”, ha dichiarato.

👶 UNICEF: 61.000 bambini uccisi o mutilati

Ricardo Pires, portavoce dell’UNICEF, ha denunciato una “risposta sproporzionata” che ha colpito duramente i bambini: “Un bambino ogni 17 minuti è stato ucciso o mutilato. Molti sono traumatizzati, orfani, sfollati più volte. È una cifra inaccettabile e sconcertante.” Ha inoltre segnalato il divieto di ingresso di incubatrici e ventilatori per i neonati del nord di Gaza, dove un bambino su cinque nasce prematuro da madri indebolite dalla fame e dallo stress.

🏥 OMS: ospedali al collasso, malnutrizione in aumento

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità:

  • Solo 14 dei 36 ospedali di Gaza sono parzialmente operativi
  • Nessuna struttura funzionante nel nord della Striscia
  • 400 decessi correlati alla malnutrizione da gennaio 2025, di cui 101 bambini
  • 2.400 bambini gravemente malnutriti a rischio fame

“La carestia che un tempo era limitata a Gaza City si sta ora diffondendo verso sud”, ha avvertito il portavoce Christian Lindmeier.

🚧 OCHA: aiuti bloccati, missioni ostacolate

Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio ONU per il coordinamento degli aiuti umanitari (OCHA), ha dichiarato che oltre 8.000 missioni umanitarie hanno richiesto l’approvazione israeliana, ma quasi la metà è stata respinta, ritardata o ostacolata. “Non c’è stato un solo giorno in cui gli aiuti abbiano raggiunto i livelli richiesti”, ha affermato.

🕊️ Verso un piano di pace: “Scegliere la speranza”

Il piano di pace promosso dagli Stati Uniti è al centro dei negoziati in Egitto. Ricardo Pires ha accolto con favore “lo spiraglio di speranza” per la regione e per i bambini di Gaza. Le sue parole sono state rilanciate dal Segretario generale ONU António Guterres: “Dopo due anni di traumi, dobbiamo scegliere la speranza, ora.”