Un nuovo Patto per il Mediterraneo: l’UE rilancia la cooperazione regionale
BRUXELLES – La Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno presentato oggi il Patto per il Mediterraneo, una nuova strategia per intensificare le relazioni tra l’Unione europea e i suoi partner del Mediterraneo meridionale. L’iniziativa, fondata sui principi di comproprietà, co-creazione e responsabilità congiunta, mira a costruire uno Spazio Mediterraneo Comune connesso, prospero, resiliente e sicuro.
Il Patto si articola su tre pilastri: promozione dell’istruzione, della mobilità e della cultura; rafforzamento delle economie locali attraverso energia pulita, innovazione e commercio; cooperazione in materia di sicurezza, gestione della migrazione e resilienza alle crisi. Tra i progetti di punta, l’Università Mediterranea, l’iniziativa T-MED per le energie rinnovabili e un forum regionale sulla pace e la sicurezza.
«L’importanza geopolitica del Mediterraneo non può essere sopravvalutata – ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante per gli Affari esteri e Vicepresidente della Commissione europea – La regione collega tre continenti e funge da ponte verso l’Unione Europea per importanti scambi tra i popoli, le nostre economie e la sicurezza. Con il nuovo Patto per il Mediterraneo apriamo un nuovo capitolo e un’opportunità per una cooperazione più produttiva e una stabilità duratura nella regione.»
Sulla stessa linea, Dubravka Šuica, commissaria per il Mediterraneo, ha sottolineato: «Il Patto è una chiara testimonianza di una rinnovata attenzione e impegno dell’UE nei confronti della regione mediterranea. Questo Patto riguarda le persone: la maggiore forza della regione risiede nella sua gioventù, nella sua creatività e nel suo talento. Riguarda anche la prosperità condivisa, con nuove opportunità di investimento e lavoro. Investiremo nella sicurezza, nella preparazione e nella gestione della migrazione. Una stretta cooperazione e una comproprietà faranno di questo un successo per i nostri cittadini su tutte le sponde del Mare Nostrum.»
L’approvazione politica è prevista per novembre 2025, in occasione del 30° anniversario del Processo di Barcellona. Il Piano d’azione operativo sarà avviato nel primo trimestre del 2026, con il coinvolgimento di istituzioni, società civile e organizzazioni giovanili.

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