Tindari, Sciascia e il caso Ficarra: memoria, mistero e cultura nella Patti del dopoguerra
TINDARI – Un intreccio di memoria storica, letteratura e riflessione civile ha animato l’evento “Dalle parti degli infedeli – Leonardo Sciascia a Patti”, tenutosi alla biblioteca di Villa Pisani, a Patti Marina, e promosso dal Parco archeologico di Tindari come chiusura del ciclo di manifestazioni inserite nella rassegna culturale “Il sorriso degli Dei”.
Al centro dell’incontro, la figura controversa di monsignor Angelo Ficarra, vescovo della diocesi di Patti dal 1936 al 1957, e la sua misteriosa rimozione, ricostruita da Leonardo Sciascia nel pamphlet “Dalle parti degli infedeli”, pubblicato da Sellerio nel 1979 e presentato dallo scrittore alla storica libreria Adelasia di Patti. A fare gli onori di casa, il direttore del Parco Giuseppe Natoli, il sindaco Gianluca Bonsignore e l’assessore alla cultura Salvatore Sidoti, che hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria storica per comprendere il presente.
Tra i relatori, don Franco Pisciotta e padre Pio Sirna, autori di studi sul magistero episcopale di Ficarra, l’editore Lucio Falcone, amico personale di Sciascia, la libraia Bruna Mellina e lo storico locale Nino Lo Iacono. Presenti anche l’ex sindaco Nicola Adamo e Davide Ficarra, pronipote del presule. A dialogare con loro, la direttrice artistica Anna Ricciardi e Salvo Presti di Sicilia Mater. L’attrice e regista Cinzia Maccagnano ha interpretato alcuni brani tratti dal testo di Sciascia, dando voce alle parole che lo scrittore pronunciò proprio a Patti, in un incontro che segnò la coscienza civile della comunità.
La vicenda del vescovo Ficarra, esautorato ufficialmente per motivi di salute, si intreccia con le tensioni politiche e religiose del dopoguerra, in una Patti alle prese con la ricostruzione morale e materiale. Le pressioni vaticane, le lettere anonime, le segnalazioni sul clero e i risultati elettorali poco graditi alla Chiesa, sono solo alcuni degli elementi che compongono un mosaico ancora oggi incompleto. Le lettere che il vescovo inviò al cardinale Adeodato Piazza restano tuttora sotto segreto pontificio, custodite negli archivi vaticani.
Durante l’incontro, don Pio Sirna ha analizzato la dinamica della destituzione, mentre don Franco Pisciotta ha tracciato il profilo spirituale e intellettuale di Ficarra, definito unanimemente dai relatori come “santo e dotto”. Il suo archivio personale, recentemente trasferito dall’Istituto Gramsci di Palermo all’Archivio Storico Diocesano, rappresenta una fonte preziosa per future ricerche.
L’evento ha offerto uno spaccato intenso e profondo della Patti del dopoguerra, tra verità storiche e interrogativi ancora aperti, con lo sguardo lucido e inquieto di Leonardo Sciascia a fare da guida. Un’occasione per riflettere sul potere, sulla giustizia e sulla memoria, in un territorio che continua a interrogarsi sulle proprie radici e sul senso della propria storia.

Giornalista
