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Marsala, rubano cannabis da una serra indoor e sparano un colpo d’arma da fuoco: due fratelli arrestati dai Carabinieri

MARSALA – Due fratelli marsalesi sono stati arrestati e condotti in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine che li vede gravemente indiziati – nel rispetto della presunzione di innocenza – di coltivazione di sostanze stupefacenti, furto di energia elettrica, minacce, violazione di domicilio, detenzione illegale di armi da fuoco ed esplosioni di colpi d’arma da fuoco.

La chiamata al 112 e l’aggressione all’anziana madre

L’inchiesta, condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Marsala, è partita da una telefonata al 112 arrivata alle prime luci del 10 dicembre 2025. Un uomo chiedeva aiuto riferendo di essere inseguito da due conoscenti che, non riuscendo a trovarlo, si erano recati armati presso la sua abitazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero sfondato la porta d’ingresso, colpito con una testata al volto l’anziana madre della vittima ed esploso un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. Il tempestivo intervento dei Carabinieri ha evitato conseguenze più gravi e ha permesso di raccogliere immediatamente elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

La serra indoor nel garage e il tentato furto delle piante

Le indagini hanno permesso di chiarire l’origine dell’aggressione: poco prima della chiamata al 112, i due fratelli avrebbero sorpreso la vittima mentre tentava di rubare due piante di cannabis coltivate all’interno di un garage nella loro disponibilità. L’impianto anti-intrusione avrebbe fatto scattare l’allarme, spingendo i due a inseguire l’uomo fino alla sua abitazione. La successiva perquisizione ha rivelato che il garage, situato in pieno centro urbano, era stato trasformato in una serra indoor completa di: impianti di aerazione e riscaldamento, grow system per la coltivazione, allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. All’interno sarebbero state trovate circa 64 piante di cannabis, pronte per essere trattate e immesse sul mercato locale.

La prova dello “stub” e le tracce di polvere da sparo

Elemento ritenuto determinante dagli investigatori è stata la tempestiva esecuzione della prova dello “stub”, che ha permesso di rilevare tracce fresche di polvere da sparo sugli indumenti degli indagati, confermando la recente esplosione del colpo d’arma da fuoco. Al termine delle formalità di rito, i due fratelli sono stati trasferiti alla casa circondariale di Trapani. Le indagini preliminari proseguono per chiarire ulteriori aspetti della vicenda.