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Randazzo, l’Arma restituisce legalità: abbattuto l’“ecomostro” dei Sangani

Randazzo (CT) – A Randazzo si chiude un capitolo lungo oltre quarant’anni. L’abbattimento dello storico “ecomostro” di contrada Murazzorotto, un edificio abusivo a tre piani costruito negli anni ’80 da Oliviero Sangani – figura di spicco della criminalità locale, condannato per associazione mafiosa e per la strage di Spartà – rappresenta una vittoria dello Stato e un segnale forte di ripristino della legalità. Un risultato che porta la firma dei Carabinieri della Compagnia di Randazzo, protagonisti di un percorso articolato che negli ultimi anni ha colpito duramente il clan Sangani e ha accompagnato passo dopo passo la demolizione dei simboli del suo potere.

Lo smantellamento del clan

L’abbattimento dell’edificio si inserisce nel solco delle operazioni antimafia condotte dall’Arma. Con “Terra Bruciata” (2022), i Carabinieri hanno infatti disarticolato definitivamente ciò che restava del clan Sangani, ponendo fine alla sua storica presenza sul territorio.

Il contrasto ai tentativi di riorganizzazione

A gennaio, l’operazione “Game Over” ha impedito sul nascere un nuovo tentativo di riorganizzazione criminale, confermando la ferma risposta delle istituzioni contro ogni forma di prevaricazione e riaffermando la presenza dello Stato in un’area che per anni ha subito l’influenza mafiosa.

Il supporto alle demolizioni

Negli ultimi due anni i Carabinieri hanno svolto un ruolo fondamentale anche nella fase operativa delle demolizioni, lavorando in sinergia con polizia locale, Commissari straordinari e altre istituzioni. Tra gli interventi più significativi: 5 marzo 2024 – demolizione dell’ovile dei Sangani; 13 marzo 2025 – abbattimento della casa di Salvatore Sangani; 3 marzo 2026 – demolizione dell’ecomostro di Oliviero Sangani, ultimo simbolo fisico del potere mafioso.

Un segnale di speranza per la comunità

La demolizione dell’edificio abusivo non è solo un atto urbanistico: è la rimarginazione di una ferita e un messaggio chiaro ai cittadini che ogni giorno scelgono la legalità. È la prova che lo Stato c’è, interviene e restituisce dignità ai territori segnati dalla presenza mafiosa.