Terzo mandato dei sindaci, l’ARS boccia la norma: reazioni da ANCI Sicilia, M5S e Forza Italia
L’Assemblea regionale siciliana ha nuovamente bocciato la norma che avrebbe recepito anche nell’Isola la disciplina nazionale sul terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a 15 mila abitanti. La decisione ha generato immediate reazioni da parte di ANCI Sicilia e di diversi rappresentanti politici.
ANCI Sicilia: «Norme in contrasto con l’impianto nazionale»
Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano hanno espresso rammarico per l’esito della votazione, sottolineando come la Sicilia continui a mantenere una disciplina difforme rispetto al resto del Paese. «Prendiamo atto che l’ARS ha bocciato ancora una volta la norma che avrebbe consentito di adeguare la disciplina sui mandati dei sindaci a quella vigente a livello nazionale e alle indicazioni più volte espresse dalla Corte costituzionale», affermano i vertici dell’associazione dei Comuni siciliani.
ANCI Sicilia richiama anche la recente sentenza n. 16/2026 della Corte costituzionale, relativa alla legge della Valle d’Aosta, che ribadisce la necessità di garantire uniformità e tutela dei diritti fondamentali. «È davvero utile ai territori mantenere una specialità che produce norme in contrasto con l’impianto nazionale? Oppure sarebbe più saggio prevedere un sistematico adeguamento alle norme statali, evitando conflitti interpretativi e contenziosi che ricadono sui Comuni e sui cittadini?», aggiungono Amenta e Alvano.
M5S: «La maggioranza non esiste più»
Durissime le reazioni del Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente dell’ARS Nuccio Di Paola parla di una maggioranza «inesistente», mentre il capogruppo Antonio De Luca sottolinea la portata del voto segreto. «La bocciatura con numeri bulgari del DDL è l’ennesima prova che il governo non ha più i numeri per governare la Sicilia», afferma De Luca, che richiama anche le recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto esponenti vicini alla maggioranza.
Forza Italia: «Un’ingiustizia verso i sindaci siciliani»
Critico anche il deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia, da sempre favorevole all’allineamento con la normativa nazionale. «Si tratta di un’ingiustizia evidente nei confronti dei sindaci siciliani. Non recepire la norma nazionale significa discriminare i nostri amministratori, che dovrebbero poter essere giudicati dagli elettori alle stesse condizioni dei loro colleghi italiani». Il parlamentare azzurro auspica che il DDL possa tornare in Aula «lontano da imminenti competizioni elettorali».

Giornalista
