Catania, ambulatorio estetico abusivo in un’abitazione privata: operazione dei NAS riaccende l’allarme sulla medicina estetica illegale
L’operazione condotta dai Carabinieri del NAS di Catania riporta al centro dell’attenzione un fenomeno in costante crescita e potenzialmente molto pericoloso: l’esercizio abusivo della medicina estetica. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno di un’abitazione privata era stato allestito un vero e proprio ambulatorio improvvisato, dove venivano eseguiti trattamenti invasivi come infiltrazioni di botox e filler, nonostante la persona che li praticava fosse priva di qualsiasi abilitazione sanitaria.
Un reato previsto dal Codice Penale
La condotta contestata rientra nella violazione dell’articolo 348 del Codice Penale, che punisce l’esercizio abusivo di professioni per cui è richiesta una specifica abilitazione dello Stato. Nel caso della medicina estetica, la normativa è chiara: procedure come le infiltrazioni di tossina botulinica o filler dermici possono essere effettuate solo da medici abilitati e iscritti all’Ordine. Si tratta infatti di atti medici a tutti gli effetti, che prevedono la somministrazione di farmaci e l’utilizzo di tecniche invasive sul corpo umano.
Promozione sui social e materiali sequestrati
Secondo la ricostruzione dei NAS, la donna avrebbe pubblicizzato la propria attività sui social network, presentandosi come “medico estetico” e promuovendo trattamenti a prezzi competitivi. Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto farmaci, dispositivi medici e materiali già utilizzati, tra cui confezioni di tossina botulinica, un farmaco soggetto a prescrizione e che può essere conservato e somministrato solo da personale sanitario qualificato e in strutture autorizzate.
Trattamenti eseguiti in casa: un rischio gravissimo
Uno degli aspetti più critici riguarda proprio il luogo in cui venivano effettuati i trattamenti: un’abitazione privata, priva di qualsiasi autorizzazione sanitaria. Gli interventi estetici invasivi devono essere eseguiti in strutture sanitarie autorizzate, che garantiscano: corretta conservazione dei farmaci, sterilizzazione degli strumenti, rispetto delle norme igienico-sanitarie, gestione dei rifiuti speciali e presenza di protocolli di sicurezza ed emergenza. In un contesto domestico, tutto questo è assente, trasformando il trattamento in un potenziale pericolo per i pazienti.
I rischi per chi si affida a operatori improvvisati
Le infiltrazioni di botox e filler richiedono una conoscenza approfondita dell’anatomia del volto e delle tecniche di iniezione. Un errore può provocare: infezioni, reazioni allergiche, occlusioni dei vasi sanguigni, necrosi dei tessuti, danni permanenti ai nervi. In strutture abusive, inoltre, mancano strumenti e competenze per gestire eventuali complicanze.
Il ruolo dei NAS: prevenzione e tutela della salute
Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità svolge un’attività costante di controllo su studi medici, centri estetici e strutture sanitarie, verificando che le prestazioni siano erogate da professionisti qualificati. Sempre più spesso le indagini partono da monitoraggi dei social, dove proliferano offerte di trattamenti estetici a prezzi stracciati, dietro cui si nascondono operatori senza titoli e rischi enormi per la salute. La forte domanda di trattamenti estetici e la diffusione di offerte low cost alimentano un mercato parallelo che mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Operazioni come quella di Catania ricordano l’importanza di affidarsi solo a medici abilitati e strutture autorizzate, perché la tutela della salute passa anche attraverso il rispetto delle regole e la vigilanza delle autorità.

Giornalista
