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Il Tribunale di Roma annulla la sospensione di Stefano Cirillo: “Decisione che ristabilisce legalità e dignità politica”

Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. presentato da Stefano Cirillo, sospendendo l’efficacia del provvedimento con cui era stato escluso dalla qualità di socio e, conseguentemente, di Segretario Regionale della Democrazia Cristiana Nazionale e ordinandone l’immediata reintegrazione, con condanna alle spese processuali a carico del partito. 

Il giudice ha rilevato la carenza di elementi idonei a dimostrare la concreta imputabilità degli addebiti contestati, riconoscendo il pregiudizio derivante dalla compressione dei diritti associativi.

“È una decisione che ristabilisce verità, dignità e rispetto delle regole”, dichiara Cirillo, difeso dall’avvocato Licia Tavormina. “Sono sempre stato estraneo agli addebiti e oggi il Tribunale lo afferma con chiarezza, rimettendo al centro i principi di legalità e tutela della persona”.

“In seguito al provvedimento di esclusione e nelle more del giudizio,  anche su richiesta del gruppo parlamentare, alcuni mesi fa ho ritenuto di annunciare le mie dimissioni dalla carica di Segretario regionale della Sicilia, nel corso di una concitata assemblea, per senso di responsabilità e rispetto del partito.  Oggi quel presupposto viene meno  ed impone anche una seria riflessione circa la nomina degli attuali commissari regionali”, conclude Cirillo.