Palermo, presentato il progetto della nuova Piazza dello Zen 2
PALERMO – Un passo decisivo verso la rinascita urbana dello Zen 2. Ieri pomeriggio, presso l’associazione Laboratorio Zen Insieme, l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Orlando e l’architetto Pasquale Riggio hanno presentato ufficialmente ai residenti il progetto esecutivo della nuova piazza del quartiere. La procedura di gara si chiuderà l’8 giugno, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro l’autunno, compatibilmente con i tempi tecnici. All’incontro hanno partecipato gli abitanti del quartiere, il Comitato Giovanile, le associazioni Zen Insieme, Handala, Fondazione L’Albero della Vita e Lievito, tutte realtà impegnate da anni in un percorso di riscatto sociale e culturale.
Arena: “Una piazza che nasce da un percorso collettivo”
“Non si tratta di un semplice intervento di rigenerazione urbana – ha dichiarato Fabrizio Arena, presidente del Laboratorio Zen Insieme –. La futura piazza è il risultato di un cammino costruito insieme agli abitanti, che hanno scelto di non arrendersi al degrado e all’abbandono”. Arena ha sottolineato come il progetto arrivi in un momento in cui lo Zen torna sulle cronache per operazioni di polizia e tensioni sociali: “Questa piazza racconta l’altra faccia dello Zen: una comunità che lotta, si organizza e costruisce occasioni di riscatto, rifiutando di essere raccontata solo attraverso i suoi problemi”.

Come sarà la nuova piazza
Dove oggi esiste uno spazio sterrato e degradato, simbolo per anni dell’assenza delle istituzioni, sorgerà una piazza pubblica pedonale dotata di: anfiteatro, area attrezzata per il calisthenics, caffetteria, giochi per bambini, spazi verdi e zone ombreggiate. Un luogo pensato per incontro, socialità e partecipazione, in un quartiere che non ha mai avuto una piazza vera e propria. L’intervento punta a trasformare non solo la qualità della vita quotidiana, ma anche lo sguardo della città verso lo Zen, troppo spesso associato esclusivamente a marginalità e cronaca nera.
“Lo Zen non si rassegna all’invisibilità”
Il progetto rappresenta, nelle parole delle associazioni, un segnale forte riscatto comunitario, partecipazione dal basso e rigenerazione urbana condivisa. “Lo Zen dimostra ancora una volta di non rassegnarsi all’idea di restare invisibile o ai margini – è stato ribadito durante l’incontro –. Questa piazza non è solo uno spazio urbano, ma il segno concreto di una comunità che costruisce il proprio futuro”.

Giornalista
