Centri dialisi in Sicilia, l’allarme delle associazioni: “Tariffe ferme dal 2004, +4% in tre anni contro un’inflazione del 48,5%”
PALERMO – È un grido d’allarme quello lanciato dalle associazioni Ads, Adip, Ascea e Arcade, che rappresentano i centri di dialisi privati convenzionati in Sicilia e assistono oltre 4.000 pazienti. Le sigle hanno chiesto all’Assessorato regionale alla Salute la convocazione urgente del tavolo tecnico per affrontare questioni definite “non più rinviabili”. Secondo le associazioni, i continui avvicendamenti alla guida dell’assessorato – tre assessori in quattro anni – hanno rallentato ogni percorso di riforma e impedito di raggiungere un accordo complessivo sulle esigenze del settore.
Tariffe ferme dal 2004: “Solo +4% in tre anni”
I presidenti Giuseppe Verde, Aurelio Trupia, Domenico Bevilacqua e Gaio Spata sottolineano un dato che definiscono “inaccettabile”: ultimo adeguamento tariffario: 2004, inflazione cumulata dal 2004: +48,5%, aumento ottenuto in tre anni di trattative: appena +4%. Un divario che, secondo le associazioni, sta mettendo in ginocchio i centri, già gravati da costi energetici, materiali sanitari e personale in costante crescita.
Rete nefrologica ancora ferma: “Non si vede all’orizzonte”
Altro nodo irrisolto è la nuova rete nefrologica regionale, discussa per mesi al tavolo tecnico ma mai concretamente avviata. Le associazioni chiedono all’assessore Marcello Caruso – da poco alla guida della Sanità – di intervenire rapidamente per definire la nuova organizzazione della rete, garantire sostenibilità economica ai centri, tutelare la continuità assistenziale dei pazienti.
“Le risorse ci sono: ora servono volontà e scelte politiche nette”
Le sigle ricordano che la Sicilia è uscita dal piano di rientro e che il governo regionale dispone di un avanzo di amministrazione di 5,2 miliardi, con una prospettiva di crescita fino a 7 miliardi. Per questo chiedono un intervento immediato: «Le risorse ci sono. Ora ci aspettiamo volontà e scelte politiche nette per un settore fondamentale per la vita dei pazienti».

Giornalista
