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“Finti Carabinieri” nel mirino: 6 arresti nel palermitano. Truffavano gli anziani facendo leva sugli affetti

PALERMO – Un’offensiva a tutto campo contro uno dei reati più odiosi e diffusi degli ultimi tempi: la truffa ai danni degli anziani. I Carabinieri del Gruppo di Monreale hanno sferrato un duro colpo a diverse bande specializzate nel trucco del “finto Carabiniere”, portando a termine tre distinte operazioni nel giro di 48 ore. Il bilancio complessivo è di sei arresti e una denuncia tra i comuni di Geraci Siculo, Castelbuono e Misilmeri.

Il modus operandi, purtroppo consolidato, punta dritto alla vulnerabilità emotiva delle vittime: i malviventi si spacciano al telefono per militari dell’Arma o magistrati, paventando finti problemi di giustizia o gravi incidenti stradali occorsi a figli o nipoti, per poi pretendere immediate consegne di denaro in contante o gioielli come “cauzione”.

1. La svolta a Geraci Siculo

La prima operazione è scattata a seguito di un’attenta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese. I militari del N.O.R.M. della Compagnia di Petralia Sottana hanno rintracciato e sottoposto agli arresti domiciliari un 53enne catanese. L’uomo è ritenuto il presunto responsabile di una truffa aggravata consumata ai danni di un’anziana donna residente nel borgo madonita.

2. Il colpo fallito a Castelbuono grazie alla prontezza della vittima

Decisiva, invece, la lucidità di una donna di 83 anni a Castelbuono. Contattata telefonicamente da due soggetti che le chiedevano denaro per una falsa emergenza familiare, l’anziana non è caduta nel tranello: insospettitasi, ha mantenuto la calma e ha allertato immediatamente il NUE 112.

I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Cefalù sono così riusciti a intercettare e bloccare l’auto dei sospettati in fuga, arrestando i due complici in flagranza di reato.

3. Blitz a Misilmeri: tre in manette e refurtiva recuperata

Scenario analogo a Misilmeri, dove tre trasfertisti catanesi sono finiti in manette subito dopo aver derubato una pensionata del luogo. Anche in questo caso, il tempestivo allarme lanciato dalla vittima alla locale Stazione ha permesso ai militari di attivare un dispositivo di controllo che ha portato alla cattura dei tre malviventi. I Carabinieri hanno recuperato e riconsegnato l’intero bottino di soldi e preziosi. Uno degli arrestati è stato inoltre denunciato per falsità materiale, poiché l’auto utilizzata dal gruppo – ora sotto sequestro – montava targhe contraffatte.

Consapevoli che la prima difesa contro questi reati è l’informazione, i Comandi di Monreale, Cefalù e Petralia Sottana hanno parallelamente intensificato le iniziative di prossimità e sensibilizzazione.
In stretta sinergia con l’Arcidiocesi di Monreale, la Diocesi di Cefalù e i parroci del territorio, sono stati organizzati numerosi incontri pubblici per spiegare ai cittadini le tecniche di raggiro più diffuse. La campagna è supportata dalla distribuzione capillare di brochure, locandine e video informativi realizzati dal Comando Generale dell’Arma, diffusi anche attraverso i canali social dei Comuni e nei principali luoghi di aggregazione.

⚠️ Il vademecum dell’Arma: come difendersi

I Carabinieri rinnovano l’appello alla cittadinanza, invitando a diffidare da qualsiasi richiesta telefonica di denaro o oggetti di valore:

  • Nessun Carabiniere, poliziotto o magistrato vi chiederà mai di consegnare soldi o gioielli, né per telefono né di persona.
  • Non aprite la porta agli sconosciuti, anche se dichiarano di essere in uniforme.
  • In caso di chiamate o visite sospette, interrompete la comunicazione e chiamate immediatamente il 112 o la Stazione dei Carabinieri più vicina.