Partinico, scontro politico sull’isola pedonale di corso dei Mille. Cinque consiglieri: “Serve subito un passo indietro”
A Partinico, il primo giorno di giugno non è stato un risveglio come gli altri. Quando i residenti del centro storico hanno aperto le finestre, hanno trovato barriere già montate, cartelli nuovi e un tratto di corso dei Mille trasformato in Area Pedonale Urbana H24, senza preavviso, senza incontri pubblici, senza una parola di confronto.
Secondo i consiglieri comunali Mauro Lo Baido, Gloria Centineo (Partinico Libera e Forte), Mariella Graziano, GIuseppe Rubino e Calogiro Amoroso (Forza Partinico), tutto è avvenuto “dall’oggi al domani”. Nessun tavolo tecnico, nessuna comunicazione preventiva, nessuna riunione con i commercianti o con le associazioni di categoria. Solo un’ordinanza pubblicata e subito attiva, valida dal 1° giugno al 1° agosto, che ridisegna la viabilità del cuore cittadino.
I consiglieri raccontano una scena quasi cinematografica: le serrande che si alzano, i primi clienti che arrivano, i residenti che scendono per andare al lavoro… e trovano il corso chiuso, senza sapere perché, senza sapere come muoversi. I commercianti, già provati da anni difficili, si sono ritrovati davanti a un cambiamento radicale senza il tempo di riorganizzarsi, senza sapere come gestire fornitori, consegne, parcheggi, clienti. Una trasformazione che, dicono, “non si impone con la forza dell’autorità, ma si costruisce insieme”.
Nella loro nota, i cinque consiglieri parlano con amarezza di una città trattata come spettatrice, non come protagonista. “Una decisione epocale per la viabilità e l’economia locale è stata presa nel segreto dei palazzi comunali. Non c’è stato un incontro, non c’è stato un preavviso, non c’è stata alcuna condivisione.” E ancora: “I cittadini e i negozianti non possono essere considerati vittime sacrificali di scelte unilaterali.” Per loro, l’APU non è solo una questione di traffico: è una questione di democrazia, di metodo, di rispetto.
Nel comunicato emerge un timore concreto: che una misura nata per rivitalizzare il centro storico finisca per soffocarlo, se non accompagnata da servizi essenziali. Parcheggi, collegamenti, percorsi alternativi, informazione: nulla di tutto questo, denunciano, è stato programmato E così, un provvedimento che avrebbe potuto essere un’opportunità rischia di diventare un boomerang.
Il finale del comunicato è un appello, quasi un grido: “Chiediamo subito un passo indietro, la sospensione del provvedimento e l’apertura immediata di un tavolo di confronto serio.” Una richiesta che non riguarda solo la viabilità, ma il modo in cui si governa una comunità. Perché, scrivono, “governare significa ascoltare”.

Giornalista
