Partinico, campetti del Villaggio Luna: polemiche tra opposizione e amministrazione
Forza Partinico attacca sulla gestione e la posa dei blocchi di cemento. L’Assessore Bonnì replica: «Intervento temporaneo per la sicurezza dei ragazzi, saneremo una vicenda ferma dagli anni ’70».

PARTINICO. Torna al centro del dibattito politico la gestione degli spazi di aggregazione giovanile e delle infrastrutture sportive nei quartieri periferici di Partinico. Il caso dei campetti da gioco del Villaggio Luna ha innescato una polemica amministrativa. Ad aprire il fuoco è il gruppo consiliare di opposizione “Forza Partinico”, composta dai consiglieri Graziano, Rubino, Amoroso, Lo Baido e Centineo, che accusa la giunta di aver abbandonato l’area e di aver adottato soluzioni pericolose. Non si è fatta attendere la risposta dettagliata dell’Assessore al Verde Pubblico e allo Sport, Sergio Bonnì, che rivendica la priorità della messa in sicurezza e rigetta le accuse rispedendole ai passati amministratori.
I rappresentanti dell’opposizione consiliare non usano mezzi termini e definiscono l’azione dell’amministrazione comunale nei pressi del Villaggio Luna come un vero e proprio “monumento all’inefficienza”. Secondo il gruppo di centrodestra, le motivazioni addotte dagli uffici e dalla giunta per giustificare il mancato intervento strutturale avrebbero del paradossale, traducendosi in un sistematico scaricabarile sulle spalle dei residenti.
«L’amministrazione invita i condòmini ad accordarsi tra loro, traducendosi in un invito a gestirsi i problemi da soli. Un’amministrazione seria fa da mediatrice e regolamenta, non scarica la palla ai cittadini», si legge nella nota di Forza Partinico. «Dire poi che i residenti devono assumersi la responsabilità su uno spazio comunale è il colmo: se un ragazzo si fa male, chi paga? Il condòmino del terzo piano? Siamo al delirio giuridico».
L’attacco si sposta poi sulla gestione pratica della sicurezza del sito. Per impedire l’accesso in attesa di una recinzione definitiva, l’amministrazione ha disposto il posizionamento di pesanti manufatti edili sulla superficie da gioco. Una scelta fortemente contestata dalla minoranza:
«Nell’attesa hanno piazzato dei blocchi di cemento armato in mezzo al campo per non far giocare i ragazzi. Una “soluzione” pericolosa e inguardabile. Invece di un cancello, hanno messo ostacoli con spigoli vivi che aumentano il rischio di infortuni per i bambini e tolgono al quartiere l’unico spazio di aggregazione rimasto. I cittadini non sono i custodi gratuiti delle inadempienze del Comune».A tal proposito, Forza Partinico ha formalizzato un pacchetto di tre proposte immediate per sbloccare la situazione:
- Rimozione immediata dei blocchi di cemento posizionati sulla superficie di gioco.
- Stanziamento dei fondi necessari per la realizzazione di una recinzione dignitosa e sicura.
- Regolamentazione degli orari tramite un’ordinanza sindacale, per garantire sia il diritto al gioco dei ragazzi sia il riposo dei residenti della zona.
La risposta del titolare delle deleghe allo Sport e al Verde Pubblico, Sergio Bonnì, è netta e ricostruisce la complessa cronistoria dell’area, richiamando la responsabilità delle precedenti gestioni politiche. L’assessore evidenzia come il terreno versi in condizioni di grave criticità da moltissimo tempo e come la tutela dell’incolumità pubblica abbia imposto un intervento drastico ma provvisorio.
«Il terreno che ospita il campetto – spiega l’Assessore Bonnì – è stato recintato parecchi anni fa per impedirne l’accesso proprio perché mancavano le condizioni minime di sicurezza. All’origine la struttura era delimitata da una rete metallica alta sostenuta da pali che, nel corso del tempo, sono stati eliminati. I loro resti, però, sono ancora oggi infissi nel cemento. Attualmente non esiste alcuna delimitazione e lo spazio di gioco termina su due lati con un gradone improvviso, con un dislivello che va da venti centimetri a circa un metro rispetto al marciapiede sottostante».L’esponente della giunta mette l’accento anche sui rischi strutturali legati alle attrezzature presenti nel perimetro:
«Sul campo sono presenti due porte da calcio malmesse, palesemente non omologate e con un concreto rischio di ribaltamento. Basta rileggere la cronaca di qualche anno fa della vicina città di Carini per comprendere quale grave pericolo possa costituire un impianto simile, purtroppo mai manutenuto da chi ci ha preceduto. Compreso l’allora vicesindaco e poi sindaco facente funzione, Mauro Lo Baido, esponente dell’Amministrazione De Luca, che oggi pretende di dettarci l’agenda su cose che lui stesso non ha fatto quando era al governo della città».Bonnì chiarisce quindi la natura del posizionamento dei blocchi edili, smentendo l’ipotesi di un intervento definitivo:
«Il provvedimento ha natura strettamente temporanea ed è finalizzato a impedire l’uso del calcio a quei ragazzini che, oltrepassando la vecchia recinzione consumata dal tempo e dagli atti vandalici, rischiano di farsi male sul serio. La temporaneità è dimostrata dal fatto che i blocchi usati sono quelli che negli ultimi anni hanno ancorato, e ancoreranno ancora, la struttura dell’albero di Natale comunale, oltre a un paio “prestati” da Piazza Duomo. Resteranno lì in attesa di ripristinare la rete metallica sul lato Ospedale».La questione, stando alla ricostruzione dell’esponente della giunta, presenta inoltre risvolti legali legati alla proprietà delle aree che affondano le radici nei decenni passati. Una parte degli interventi manutentivi spetterebbe infatti al condominio adiacente, poiché una porzione della superficie risulterebbe di natura privata/condominiale. I tecnici comunali e gli uffici preposti sono attualmente al lavoro per definire una complessa vicenda catastale nata negli anni Settanta e rimasta parzialmente irrisolta fino ad oggi.
L’assessore conclude rassicurando la cittadinanza sulla volontà finale dell’amministrazione:
«Nessuno vuole privare i giovani dei propri spazi di gioco e socialità, ma abbiamo il dovere di garantire che tali spazi siano sicuri e che la fruizione avvenga nel rispetto della serenità dei residenti. Proprio per questo l’intervento definitivo non potrà risolversi in un “aggiustamento alla buona”, ma richiederà una ristrutturazione complessiva che segua le regole per questo tipo di strutture. Nel frattempo, la rimozione delle porte pericolose, la sistemazione della recinzione esterna e la collocazione dei blocchi non servono a negare la gioia del gioco, ma a prevenire infortuni e a tutelare l’integrità fisica dei nostri ragazzi».

Direttore Responsabile
