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Palermo e Monreale non dimenticano: celebrato il 43° anniversario dell’eccidio del Capitano D’Aleo, di Bommarito e Morici

A distanza di 43 anni da quel tragico 13 giugno 1983, la memoria del Capitano Mario D’Aleo, dell’Appuntato Giuseppe Bommarito e del Carabiniere Pietro Morici resta più viva che mai. Questa mattina si è svolta la solenne cerimonia di commemorazione dei tre militari dell’Arma, tutti decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, vittime di un vile agguato mafioso ordito da Cosa Nostra.

La giornata del ricordo si è articolata in due momenti significativi, toccando i luoghi simbolo del sacrificio dei tre Carabinieri.

La mattinata è iniziata alle ore 08:30 in via Scobar a Palermo, luogo dell’assassinio. Alla base della targa commemorativa è stata deposta una corona d’alloro. Alla cerimonia hanno preso parte:

  • Il Generale di Divisione Ubaldo Del Monaco, Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”;
  • Il Dott. Massimo Mariani, Prefetto della Provincia di Palermo;
  • Le massime autorità civili e militari, i familiari delle vittime e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il Cappellano Militare, Don Salvatore Falzone, ha guidato un momento di raccoglimento spirituale e di preghiera, benedicendo la targa che ricorda il tragico evento.

Successivamente, la commemorazione si è spostata a Monreale, in via Venero, all’esterno della caserma della Polizia Locale (all’epoca dei fatti sede della Compagnia Carabinieri).
Il Generale Del Monaco, accompagnato dal Sindaco di Monreale, dott. Alberto Arcidiacono, e dalla vedova dell’Appuntato Bommarito, ha deposto un cuscino di fiori ai piedi del manufatto dedicato ai tre caduti. L’Arcivescovo della diocesi di Monreale, Monsignor Gualtiero Isacchi, ha officiato un momento di preghiera in suffragio dei militari.

Il Generale di Divisione Ubaldo Del Monaco ha voluto ricordare l’estremo sacrificio dei tre militari con un discorso toccante, sottolineando il legame ideale con il Capitano Emanuele Basile (di cui D’Aleo era stato successore a Monreale):

Oggi onoriamo la memoria di tre valorosi Carabinieri, barbaramente uccisi 43 anni fa da Cosa Nostra. Tre eroi che non hanno abbassato la testa davanti ai soprusi mafiosi, rimanendo fedeli ai valori del nostro giuramento. Indossare questa uniforme significa stare dalla parte giusta e loro lo hanno fatto fino all’estremo sacrificio.
A distanza di 43 anni, il loro coraggio costituisce un’eredità preziosa per l’Arma e per i cittadini, un modello nobile a cui ispirarsi quotidianamente. Il loro sacrificio, vissuto con pieno senso del dovere in quanto successori e stretti collaboratori del Capitano Emanuele Basile, non può essere dimenticato e deve essere tramandato alle future generazioni.”

Chi erano i tre eroi dello Stato

CadutoRuoloNote Biografiche
Mario D’AleoCapitano (Comandante)Romano, classe 1954. Prende il comando della Compagnia di Monreale nel 1980, distinguendosi per capacità investigative e grandi doti umane.
Giuseppe BommaritoAppuntato (Autista)Nato a Balestrate nel 1944. Sposato e padre di due figli, era stato l’autista del Capitano Basile e poi del Capitano D’Aleo.
Pietro MoriciCarabiniereNato a Valderice nel 1956. Decide di arruolarsi dopo aver gestito un negozio vicino alla caserma. Assegnato a Monreale nel 1976.

I mandanti e gli esecutori materiali del triplice omicidio di via Scobar sono stati tutti individuati e condannati all’ergastolo.

Il 31 agosto 1983, il Presidente della Repubblica ha conferito la massima onorificenza alla memoria dei tre Carabinieri con la seguente motivazione:
“Comandante e militari in servizio a Compagnia Carabinieri operante in zona ad alto indice di criminalità organizzata, pur consapevoli dei gravi rischi cui si esponevano, con elevato senso del dovere e sprezzo del pericolo, svolgevano tenacemente opera intesa a contrastare la sfida sempre più minacciosa delle organizzazioni mafiose. Barbaramente trucidati in un proditorio agguato teso con efferata ferocia, sacrificavano la loro giovane vita in difesa dello Stato e delle Istituzioni.”
Palermo, 13 giugno 1983