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Corleone, due indagati ai domiciliari con braccialetto elettronico: contestati reiterati abusi ai danni di una donna tunisina

Corleone (PA) – Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Corleone hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di due uomini di 45 e 71 anni, entrambi residenti a Corleone. La misura – arresti domiciliari con braccialetto elettronico – riguarda i due indagati, ritenuti gravemente indiziati di violenza sessuale ai danni di una cittadina tunisina, giunta da poco in Italia insieme al marito.

La ricostruzione: ospitalità, lavori saltuari e abusi respinti

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 45enne avrebbe inizialmente offerto ospitalità alla coppia, appena arrivata dalla Tunisia e in condizioni di forte precarietà economica. Avrebbe inoltre proposto lavori saltuari: collaborazione domestica per la donna e pizzaiolo o bracciante per il marito. Approfittando di questo rapporto, l’uomo avrebbe rivolto alla giovane ripetute attenzioni sessuali, sempre respinte.

La donna sarebbe poi stata inviata a lavorare presso l’abitazione del 71enne, che – secondo l’accusa – avrebbe a sua volta compiuto pesanti avances. Il quadro si aggrava quando il 45enne, presentatosi a casa dell’anziano, avrebbe incoraggiato quest’ultimo, sostenendo che la donna fosse “disponibile”, arrivando persino a molestarla in sua presenza.

La violenza e la fuga: la vittima trovata in strada insanguinata

Secondo la ricostruzione accusatoria, il 71enne avrebbe poi tentato di abusare della donna, arrivando a minacciarla con un coltello, aggredirla e ferirla, di fronte alla sua ferma opposizione. Le indagini sono partite il 18 ottobre 2025, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile ha trovato la donna in strada, in forte stato di agitazione, con mani e vestiti sporchi di sangue. Pur non parlando italiano, la vittima è riuscita a far comprendere ai militari quanto accaduto, indicando il nome dell’aggressore e mostrando un video inequivocabile registrato durante l’aggressione.

Riscontri: video, referti, testimonianze e intercettazioni

Le dichiarazioni della donna hanno trovato riscontro in: video registrato durante l’aggressione, referti medici del pronto soccorso, testimonianze di connazionali, intercettazioni telefoniche e ambientali, messaggi audio registrati dalla vittima nel corso della vicenda. Il Gip ha definito il quadro come «tanto allarmante quanto desolante», evidenziando la condizione di estrema vulnerabilità della donna, appena giunta in Italia e priva di mezzi.

Indagini ancora in corso

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per il principio di presunzione di innocenza, la posizione degli indagati non è definitivamente accertata e ulteriori verifiche saranno svolte anche nell’interesse della difesa. La Procura sottolinea che la diffusione del comunicato mira anche a favorire l’emersione di casi simili, incoraggiando la collaborazione dei cittadini e delle realtà sociali del territorio.