⛽ Sconto di 17 centesimi sul gasolio, ma il diesel sfonda quota 2 euro: è bufera tra gli automobilisti
ROMA – Non bastano i 17 centesimi di sconto annunciati dal Governo per placare la rabbia e la frustrazione di chi ogni giorno si mette alla guida. Nonostante l’intervento d’urgenza sul gasolio varato dal Consiglio dei Ministri per calmierare i prezzi, la realtà ai tabelloni dei distributori registra un dato impietoso: il prezzo del diesel ha ufficialmente certificato e superato la soglia dei 2 euro al litro in gran parte della rete nazionale e sulle autostrade.

La misura da 125 milioni di euro, pensata come un tampone temporaneo fino al 6 agosto, viene accolta da automobilisti e associazioni di categoria non come un sollievo, ma come la conferma di un’emergenza ormai fuori controllo.
“Un taglio assorbito dai rincari”: le proteste alle pompe
Tra chi si ferma a fare rifornimento prevale l’amarezza. Con il prezzo base ormai schizzato verso l’alto a causa delle tensioni internazionali, l’effetto dello sconto risulta pressoché invisibile sulle tasche dei cittadini.
«Scontare 17 centesimi quando il prezzo è già salito di 20 o 30 centesimi è un’illusione optica», commenta con rabbia un automobilista. «Di fatto stiamo continuando a pagare il gasolio oltre i due euro al litro, una cifra insostenibile per chi usa l’auto per andare a lavorare».
A far discutere sono tre punti principali sollevati dagli utenti:
- La soglia dei 2 euro superata: Con la quotazione del gasolio oltre questa barriera critica, lo sconto governativo viene letteralmente “mangiato” dai rincari della materia prima, lasciando il prezzo finale su livelli da record.
- Durata troppo breve: Fissare il termine al 6 agosto, proprio alla vigilia dei grandi spostamenti estivi e delle ferie di agosto, viene percepito come una beffa per le famiglie in partenza.
- La discriminazione della benzina: Forti proteste arrivano anche dai possessori di auto a benzina, del tutto esclusi dal provvedimento e costretti a subire a loro volta listini alle stelle senza alcun tipo di calmieramento.
Associazioni d’attacco: “Serve un taglio strutturale delle accise”
Le reazioni delle associazioni dei consumatori non si sono fatte attendere, definendo il decreto “una goccia d’acqua nel mare”. La richiesta unanime che si solleva dalle piazze e dai social è quella di un intervento strutturale e permanente sulle accise, anziché misure “tampone” a scadenza ravvicinata.
Senza un blocco reale dell’escalation dei prezzi o un taglio più incisivo, il timore diffuso è che agosto si trasformi in una stangata da record per i trasporti, le famiglie e l’intera filiera agroalimentare.

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