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Castellammare ricorda Paolo Ficalora, vittima della mafia: “Il suo esempio vive nella nostra comunità”

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – La comunità di Castellammare del Golfo ha ricordato ieri Paolo Ficalora nel 34° anniversario della sua uccisione per mano mafiosa. Un momento di raccoglimento, semplice e riservato, si è svolto nel viale cittadino intitolato al capitano di lungo corso assassinato il 28 settembre 1992. Alla commemorazione hanno preso parte il sindaco Giuseppe Fausto e i figli Angelo e Tiziana Ficalora, in rappresentanza della famiglia. Un’occasione per rinnovare il ricordo di una figura simbolo della resistenza alle prepotenze mafiose e della difesa della legalità.

«Trentaquattro anni dopo il ricordo di Paolo Ficalora resta vivo nella nostra comunità. La sua storia ci richiama al valore della legalità e alla responsabilità di ognuno nel contrastare ogni forma di intimidazione e illegalità», ha affermato il sindaco Giuseppe Fausto. «Il suo coraggio e la sua fermezza rappresentano una testimonianza che deve continuare a essere trasmessa soprattutto alle nuove generazioni».

Ficalora, capitano di mercantili in pensione, aveva 59 anni quando venne assassinato davanti alla moglie Vita D’Angelo nei pressi del residence turistico che gestiva in contrada Ciauli, nella zona di Guidaloca. Per anni aveva resistito alle pressioni e alle intimidazioni della criminalità organizzata che mirava a impossessarsi della struttura ricettiva.

Per il suo omicidio sono stati condannati Giovanni Brusca e Gioacchino Calabrò. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la decisione di eliminarlo maturò anche per avere ospitato nel proprio residence, senza conoscerne la reale identità, il collaboratore di giustizia Totuccio Contorno.

Soltanto nel 2004 Paolo Ficalora è stato ufficialmente riconosciuto vittima di mafia. Nello stesso anno il Comune di Castellammare del Golfo gli ha dedicato una via cittadina, contribuendo a custodirne il ricordo nella memoria collettiva.

«Ricordare Paolo Ficalora significa riflettere sul valore delle scelte individuali e sulla responsabilità di ciascuno nel difendere i principi di legalità e rispetto», ha concluso il sindaco Fausto, rivolgendo un pensiero alla moglie Vita D’Angelo e ai figli Angelo e Tiziana. «Custodire la sua memoria significa non lasciare che il tempo cancelli il suo sacrificio, continuando a costruire una società più libera, consapevole e responsabile».