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Trasparenza sui cantieri storici: il TAR dà ragione all’ex presidente del Tribunale Salvatore Di Vitale

PALERMO – Il Comune di Palermo dovrà mostrare tutte le carte e le autorizzazioni relative al cantiere aperto accanto a una cortina muraria del Cinquecento sottoposta a vincolo monumentale. Lo ha stabilito la Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia con una sentenza depositata il 21 ottobre 2026, accogliendo il ricorso presentato dall’ex presidente del Tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale.

La vicenda nasce dalla comparsa di un cartello pubblicitario che annunciava la realizzazione di “eleganti ed esclusive abitazioni” e dalla contestuale recinzione di un’area adiacente all’immobile in cui l’ex magistrato risiede. Preoccupato per la tutela del rudere cinquecentesco situato nelle immediate vicinanze, il dott. Salvatore Di Vitale – assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Gaspare Tesè – aveva presentato un’istanza formale di accesso agli atti sia al Comune di Palermo sia alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

L’obiettivo era chiarire quali titoli edilizi fossero stati rilasciati e se vi fossero i benestare di natura storico-monumentale. Se la Soprintendenza ha risposto celermente nell’ottobre 2025 dichiarando l’assenza di documentazione nei propri archivi, dall’Amministrazione comunale non è giunta alcuna risposta. Il silenzio-diniego ha fatto scattare l’impugnativa davanti ai giudici amministrativi.

Accogliendo la tesi dei legali Rubino e Tesè, il TAR Sicilia ha annullato il silenzio del Comune, ribadendo che il diritto di accesso ai documenti costituisce un principio generale volto a garantire trasparenza, imparzialità e partecipazione dei cittadini. I giudici hanno sottolineato come la vicinanza dell’immobile alle nuove opere attribuisca al cittadino una “posizione qualificata” che legittima il diritto di verificare la regolarità dei progetti.

Il Comune di Palermo è stato condannato a esibire tutta la documentazione richiesta – progetti, titoli abilitativi ed eventuali pareri – entro il termine tassativo di 30 giorni. Palazzo delle Aquile è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali, liquidate in 1.500 euro oltre agli accessori di legge.