Rapina alla tabaccheria con la targa camuffata: condanna definitiva per la complice a Ispica
ISPICA. La giustizia chiude definitivamente il cerchio attorno alla rapina a mano armata che nel 2024 aveva scosso il centro cittadino. I Carabinieri della Stazione di Ispica hanno notificato a una donna del posto di 35 anni un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ragusa. La condanna nei suoi confronti è diventata irrevocabile nel mese di ottobre del 2026, dopo che la Corte d’Appello di Catania ha confermato la sentenza emessa in primo grado dall’Autorità Giudiziaria iblea.
La donna, che si trovava già sottoposta a una misura restrittiva provvisoria e che proseguirà lo sconto della pena in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione, deve espiare una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa da 1.200 euro, al netto del periodo di custodia cautelare già scontato.
Il colpo e il ruolo di “palo”: i fatti risalgono all’aprile del 2024, quando la trentacinquenne, in concorso con altre due persone, aveva preso di mira una tabaccheria nel cuore di Ispica. Le repentine indagini avviate dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica permisero di accertare che la donna aveva preso parte attiva all’assalto con le specifiche mansioni di vedetta all’esterno del locale.
L’errore sulla targa dell’auto: a tradire il gruppo di rapinatori furono i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati analizzati dai Carabinieri. Oltre a registrare i movimenti della complice, gli occhi elettronici cristallizzarono il maldestro tentativo dei criminali di camuffare la targa dell’auto usata per la fuga coprendola con del nastro adesivo. Un dettaglio che insospettì i militari, i quali riuscirono a identificare il veicolo e ad azzerare l’anonimato dei responsabili.

Giornalista
