Blitz della Capitaneria di Porto: sequestrati oltre 32 tonnellate di alimenti scaduti a Carini
Una vasta operazione condotta dalla Capitaneria di Porto di Palermo ha portato al sequestro di oltre 32 tonnellate di prodotti alimentari scaduti, tra cui più di 2 tonnellate di pesce, all’interno di un’azienda di Carini. L’intervento rientra in un’operazione di controllo che ha interessato non solo la provincia di Palermo, ma anche quella di Trapani, con l’obiettivo di garantire la sicurezza alimentare e tutelare i consumatori.
Gli alimenti ritenuti in condizioni non conformi alle normative sanitarie vigenti sono stati sequestrati. Contestualmente al sequestro, la Capitaneria di Porto ha inviato un’informativa all’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp), che ora dovrà valutare i provvedimenti sanzionatori da adottare nei confronti dell’azienda, ma non si esclude l’applicazione di multe per prevenire episodi simili in futuro.
Nel Comune di Santa Flavia sono stati rinvenuti all’interno di un deposito all’ingrosso circa 700 kg di prodotti ittici vari privi di tracciabilità e ulteriori 7.800 kg di prodotti ittici detenuti in violazione alle procedure previste dalla normativa HACCP. Tutto il prodotto ittico è stato posto sotto sequestro ed avviato alla distruzione. Al titolare è stata elevata una sanzione amministrativa di € 1500.
Nel quartiere palermitano di Brancaccio invece sono stati sequestrati ad abusivi, che pubblicizzavano la vendita su Tik Tok, 535 chili di pesce venduto per strada. Gamberi, calamari e orate sono stati devoluti al banco alimentare della Sicilia occidentale. Altri importanti sequestri sono avvenuti a Lampedusa, Sciacca, Mazara del Vallo.

Giornalista
