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Castellammare del Golfo celebra il Giorno del Ricordo: il 19 febbraio teatro e monumento per le vittime delle foibe

Castellammare del Golfo (TP) – In occasione del Giorno del Ricordo, la città di Castellammare del Golfo dedica una giornata di commemorazione alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano‑dalmata, con un programma che unisce cultura, memoria e istituzioni. Il 19 febbraio alle ore 10:30, al Teatro Apollo – Anton Rocco Guadagno di corso Mattarella, andrà in scena una rappresentazione teatrale tratta dal libro “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo”, interpretata dal noto attore e doppiatore Edoardo Siravo insieme a Gabriella Casali. Un momento artistico pensato per raccontare, attraverso il linguaggio del teatro, una delle pagine più dolorose della storia italiana.

Al termine dello spettacolo, dopo i saluti istituzionali, sarà inaugurato un monumento dedicato ai martiri delle Foibe. Alla cerimonia interverrà il senatore Roberto Menia, promotore della legge istitutiva del Giorno del Ricordo. «Ricordare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano‑dalmata – dichiarano il sindaco Giuseppe Fausto e l’assessore alla Cultura Giovanni D’Aguanno – è un dovere morale. Significa mantenere viva la memoria di una tragedia che ha colpito uomini, donne e famiglie innocenti. Solo attraverso conoscenza e consapevolezza possiamo riaffermare i valori della libertà, della democrazia e del rispetto della dignità umana».

Tra il 1943 e il 1947, migliaia di italiani furono uccisi, imprigionati o gettati nelle foibe, profonde cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia. Una violenza che costrinse intere comunità all’esilio, segnando per sempre la storia del confine orientale. Il Giorno del Ricordo, istituito il 10 febbraio, nasce proprio per conservare e rinnovare la memoria di quelle vittime e dell’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Castellammare del Golfo sceglie così di rendere omaggio a una pagina di storia spesso dimenticata, trasformando memoria e cultura in strumenti di consapevolezza per le nuove generazioni.