Ciclone Harry, il WWF: “La Sicilia avvii subito un Piano di Adattamento Climatico per le coste”
PALERMO – A un mese dalla devastazione provocata dal Ciclone Harry sulla costa ionica, il WWF Sicilia Nord Occidentale lancia un appello netto alla Regione: serve un cambio di passo, passando dall’emergenza alla prevenzione. L’associazione ambientalista chiede che la Sicilia diventi la prima regione italiana a dotarsi di un Piano di Adattamento Climatico per le coste, in linea con il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
“Non si può più ricostruire com’era e dov’era”
Le mareggiate del 19 e 20 gennaio hanno inghiottito lungomari, danneggiato infrastrutture e messo a rischio interi borghi. Un evento estremo che, secondo il WWF, non può essere considerato un episodio isolato. «La furia del Ciclone Harry dimostra che dissesto idrogeologico e cementificazione diventano esplosivi quando si sommano ai cambiamenti climatici», afferma l’associazione. «Oggi è stata colpita la costa orientale, domani potrebbe esserlo l’intera Isola. La natura si riprende i suoi spazi: aiutarla è la nostra unica difesa».
La proposta: un piano strategico per proteggere le coste
Il WWF chiede l’avvio di un piano regionale basato su quattro pilastri: 1) Pianificazione di lungo periodo, con scenari climatici al 2050, 2100 e 2150. 2) Soluzioni basate sulla natura, privilegiando dune, vegetazione costiera e sistemi naturali al posto di barriere rigide. 3) Rinaturalizzazione e delocalizzazione nelle aree più vulnerabili, applicando rigorosamente i divieti per strutture stagionali e manufatti permanenti. 4) Governance partecipata, coinvolgendo comunità locali e operatori economici.
“L’adattamento è un obbligo”
Il WWF ricorda che l’adattamento climatico è previsto da normative europee e internazionali, come la Nature Restoration Law e la Strategia UE per la Biodiversità. «Dobbiamo abbandonare l’illusione che cemento e tecnologia possano domare il mare», conclude l’associazione. «La rinaturalizzazione è la nostra infrastruttura più preziosa: solo proteggendo gli ecosistemi potremo garantire sicurezza alle persone e futuro alle prossime generazioni».

Giornalista
