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GdiF Palermo: truffa aggravata ai danni di un ente pubblico

Eseguite 14 misure cautelari personali per falsa attestazione della presenza in servizio

I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza con cui il GIP presso il Tribunale di Palermo ha disposto 14 misure cautelari personali nei confronti di:

  • 5 dipendenti del Comune di Palermo (con mansioni di “messo notificatore”);
  • 9 addetti di una società partecipata dal medesimo Ente locale (impiegati come giardinieri).
    Le misure applicate prevedono la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio (fino a un massimo di 3 mesi) e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I reati per cui si procede sono truffa aggravata ai danni di un Ente Pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, si sono sviluppate attraverso:

  • Servizi di pedinamento e appostamento;
  • Attività di videosorveglianza;
  • Analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio.
    Nel complesso, sono stati ricostruiti oltre 550 episodi di falsa attestazione di presenza.

Il “Servizio Esterno” dei Messi Notificatori
Dopo aver timbrato regolarmente l’inizio del turno e l’uscita dagli uffici per presunti servizi esterni, i dipendenti erano soliti recarsi a casa, in outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali. In molti casi attestavano falsamente tentativi di notifica mai eseguiti, creando un potenziale nocumento per gli ignari cittadini.

  • Tempo sottratto al lavoro: Fino a 5 ore nell’arco di una singola giornata.
  • Attività extra-lavorative: Tra i casi più rilevanti, dipendenti che, pur risultando formalmente in servizio, si dedicavano alla pesca o alla coltivazione di terreni.

Per quanto riguarda i dipendenti della società partecipata, è stato riscontrato un sistema fraudolento basato sullo scambio reciproco di “favori”. Colleghi compiacenti timbravano i badge personali (in entrata o in uscita) per consentire agli indagati di arrivare in ritardo o di allontanarsi dal posto di lavoro in anticipo.

L’operazione testimonia la costante attenzione e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti ai danni della Pubblica Amministrazione, i quali incidono direttamente sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini. L’attività si inserisce nel solco della tutela della spesa pubblica, volta a contrastare gli sprechi di denaro e a difendere l’onorabilità dei tantissimi dipendenti pubblici che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con serietà e senso del dovere.