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Legambiente Sicilia: “Salviamo la scogliera lavica di Capo Schisò”, nel Messinese

GIARDINI NAXOS (ME) – Dopo il blitz dello scorso 15 luglio in occasione dell’arrivo della Goletta Verde in Sicilia, Legambiente rilancia l’allarme sulla tutela della scogliera lavica di Capo Schisò, a Giardini Naxos, e chiede con urgenza la revoca dell’autorizzazione per l’installazione di un lido-solarium, concessa con provvedimento demaniale n. 421 del 10 giugno 2025.

Secondo l’associazione ambientalista, l’intervento rischia di compromettere in maniera irreversibile un sito di altissimo valore naturalistico, paesaggistico, geomorfologico e scientifico, riconosciuto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 della Provincia di Messina e oggetto di numerosi studi.

Un habitat unico minacciato

Capo Schisò ospita la popolazione di Limonium tauromenitanum, specie botanica endemica e gravemente minacciata, inserita nella Lista Rossa IUCN della Flora Italiana (categoria CR – Critically Endangered). Si tratta del locus classicus della specie, ovvero il luogo in cui è stato raccolto l’esemplare tipo utilizzato per la sua descrizione scientifica.

La compromissione di questo habitat metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa della pianta, già in condizioni critiche. L’autorizzazione, sottolinea Legambiente, è stata rilasciata senza alcuna valutazione specifica sulla criticità botanica, in contrasto con le prescrizioni del Piano Paesaggistico che impone il mantenimento della vegetazione naturale e la conservazione degli ecosistemi costieri.

L’appello di Legambiente

Legambiente Sicilia ha inviato una richiesta formale al Dipartimento Regionale Ambiente e alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, affinché venga avviata la revoca in autotutela dell’autorizzazione e siano attivate tutte le misure necessarie alla salvaguardia del sito.

«È in gioco la sopravvivenza di una specie a rischio di estinzione e l’integrità di un paesaggio straordinario – dichiarano Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, e Anna Maria Noessing, presidente del circolo Legambiente Taormina –. Oltre alla revoca in autotutela, chiediamo che la scogliera lavica venga sottoposta al più alto livello di tutela previsto dalle normative ambientali. È fondamentale che, nel Piano di utilizzo del demanio marittimo attualmente in redazione, l’area venga riconosciuta come zona di tutela ambientale con fruizione controllata, per preservarne il valore naturalistico e culturale».

Una battaglia per il futuro

La vicenda di Capo Schisò, osserva Legambiente, è emblematica dei rischi legati a progetti di cementificazione e installazioni stabili o stagionali lungo le coste siciliane, che mettono in pericolo paesaggi unici e habitat fragili. L’associazione ribadisce la necessità di una pianificazione sostenibile che garantisca al tempo stesso la fruizione del territorio e la tutela delle sue risorse più preziose.