Nuovi raid su Gaza: almeno 36 morti, colpita l’abitazione del fratello del direttore dell’ospedale al-Shifa
GAZA – Una nuova giornata di sangue nella Striscia di Gaza, dove almeno 36 persone sono state uccise dall’alba, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere ad Al Jazeera. Di queste, 31 sono decedute nella città di Gaza, epicentro di intensi bombardamenti aerei. Tra gli obiettivi colpiti figura anche l’abitazione del fratello di Mohammed Abu Salmiya, direttore del noto complesso medico al-Shifa, uno dei principali ospedali della Striscia. L’attacco ha provocato la morte dell’uomo e di molti dei suoi figli, alcuni dei quali minori, secondo le stesse fonti.
Il raid ha suscitato profondo sgomento tra gli operatori sanitari locali, già provati da settimane di emergenza e carenza di risorse. L’ospedale al-Shifa, da tempo sotto pressione, rappresenta uno degli ultimi presidi di assistenza per migliaia di civili. La situazione nella Striscia resta drammatica, con un bilancio umano che continua a salire e una popolazione sempre più stremata. Le organizzazioni umanitarie internazionali lanciano appelli per un cessate il fuoco immediato e per l’accesso sicuro agli aiuti.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione diplomatica: diversi governi e istituzioni multilaterali stanno monitorando gli sviluppi e chiedono chiarimenti sulle operazioni militari in corso, soprattutto in relazione alla protezione dei civili e delle infrastrutture sanitarie. La comunità internazionale è chiamata a una riflessione urgente: ogni nuova vittima rappresenta una ferita profonda in un conflitto che continua a colpire duramente la popolazione più vulnerabile.

Giornalista
