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Palermo ricorda il Generale Dalla Chiesa a 44 anni dall’eccidio

Palermo – A 44 anni dall’eccidio di via Isidoro Carini, Palermo ha ricordato il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’epoca Prefetto del capoluogo siciliano, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’Agente Scelto della Polizia di Stato Domenico Russo, assassinati dalla mafia il 3 settembre 1982.

Le celebrazioni alla caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa”

La mattinata commemorativa si è aperta nella caserma che porta il nome del Generale, sede del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”, luogo profondamente legato alla sua figura: dal 1966 al 1973 Dalla Chiesa guidò la Legione Territoriale Carabinieri di Palermo, imprimendo un metodo investigativo che avrebbe segnato la storia dell’Arma.

Alla cerimonia hanno preso parte: il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Gen. C.A. Claudio Domizi, il Comandante della Legione Sicilia, Gen. B. Ubaldo Del Monaco, il Comandante Provinciale di Palermo, Gen. B. Luciano Magrini, l’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dott. Ignazio Buzzi. Le autorità hanno deposto una corona d’alloro dinanzi al busto del Generale, simbolo del legame indelebile tra Dalla Chiesa e l’Arma.

Via Isidoro Carini: il luogo dell’eccidio

La commemorazione è poi proseguita in via Isidoro Carini, teatro dell’agguato mafioso del 1982. Alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, delle autorità civili, militari e religiose e dei familiari delle vittime, sono state deposte corone d’alloro nel punto esatto dell’attentato. Un momento di raccoglimento che ha richiamato la memoria di una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

La messa in Cattedrale

Le celebrazioni sono continuate nella Cattedrale di Palermo, dove l’Arcivescovo Metropolita, S.E. Mons. Corrado Lorefice, ha officiato una messa in suffragio delle vittime, richiamando il valore della testimonianza di Dalla Chiesa e il suo impegno per la legalità.

L’omaggio dei bambini: memoria e futuro

A conclusione della mattinata, in via Vittorio Emanuele, una rappresentanza di bambini ha deposto un omaggio floreale davanti al cippo commemorativo, alla presenza delle autorità e dei familiari. Un gesto affidato alle nuove generazioni, simbolo di continuità e di impegno collettivo nella difesa dei valori incarnati dal Generale Dalla Chiesa.

Il ricordo di Marco Intravaia

Il deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia, ha ricordato così l’anniversario: «Quarantaquattro anni fa, l’assassinio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo segnò una delle giornate più buie per la Sicilia e per l’Italia. Il Generale era arrivato a Palermo da soli 100 giorni, dopo avere messo in ginocchio le Brigate Rosse. Era consapevole dei rischi, ma si mosse con lo stesso rigore con cui aveva combattuto terrorismo e mafia. La Sicilia non ha mai dimenticato il suo sacrificio e il suo esempio di vero servitore dello Stato. “I veri Carabinieri portano gli alamari cuciti sulla pelle”, diceva il Generale: a lui dobbiamo guardare tutti, soprattutto i giovani, come esempio di coraggio ed eroismo».

Le dichiarazione del sindaco di Palermo Roberto Lagalla

«A 44 anni dalla strage di via Isidoro Carini, Palermo ricorda il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Dalla Chiesa resta, ancora oggi, un archetipo dell’educatore, dell’uomo delle istituzioni e dell’esempio civile. Nella storia della nostra Repubblica, per tutta la sua vita, ha dimostrato un attaccamento alle istituzioni così profondo da esporsi ai rischi più grandi, senza mai arretrare. Lo ha fatto nella lotta al terrorismo, lo ha fatto contro la mafia e ha continuato a farlo a Palermo, dopo essere stato nominato prefetto, assumendo fino in fondo la responsabilità del ruolo che gli era stato affidato. Ricordare Dalla Chiesa, insieme a Emanuela Setti Carraro e a Domenico Russo, significa rinnovare la memoria di un sacrificio che appartiene alla storia della nostra città e dell’intera Repubblica. Significa anche riaffermare il valore di una testimonianza che non ha perso forza con il passare del tempo. Dalla Chiesa è stato un uomo civico a tutto tondo: un esempio, un modello e un testimone di come il servizio alle istituzioni possa diventare una scelta di vita, fondata sul senso del dovere, sul coraggio e sulla responsabilità. In un tempo in cui la tenuta delle istituzioni continua a essere fondamentale per la coesione civile e per il futuro del Paese, il suo esempio ci richiama al dovere di custodire la memoria, difendere la legalità e rafforzare ogni giorno il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni». Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.