Partinico, beni confiscati: le difficoltà delle cooperative che non possono utilizzarle a causa della burocrazia

Gestire beni sequestrati alla criminalità organizzata non sempre è semplice, sopratutto quando ci si pone di fronte al muro della burocrazia. La storia in questa circostanza riguarda da vicino la cooperativa Noe di Partinico che si trova con le mani legate perché il Comune di Partinico non procede alla sanatoria di un bene confiscato alla Mafia, costringendo cosi la cooperativa a rinunciare ai progetti che si era prefissata di raggiungere. Simone Cavazzoli (nella foto), Presidente della cooperativa “Noe” che dal 2005 ha avuto assegnato con un comodato trentennale il bene confiscato alla famiglia mafiosa dei “Madonia” di Partanna che comprende cinque ettari di terra, un bosco, due immobili e una casa che non è catastata, in un intervista rilasciata l’altro giorno al “Fatto Quotidiano” ha spiegato che nonostante le tante rassicurazioni ricevute da parte dei Commissari del Comune di Partinico, non si è ancora provveduto per sbloccare questa situazione.
Il Comune di Partinico non provvedendo a fare una sanatoria blocca tutti i progetti della cooperativa Noe che a questo punto non può ne partecipare ai bandi, ne può intervenire per lavori di restaurazione, ne può accogliere nessuno. La Cooperativa Noe desidera che si comprenda che utilizzare questo bene confiscato può diventare un tesoro di fondo per l’intera comunità partinicese, in quanto ha tutte le potenzialità di ospitare una serie di molteplici attività che vanno dai concerti musicali alle sagre agroalimentari, dai workshop alle attività all’aperto, ma che può anche diventare un luogo di relax per le famiglie. Il 13 novembre a Partinico si svolgeranno le elezioni del nuovo sindaco, colui che sarà eletto dovrà anche iniziare a pensare a trovare la soluzione per risolvere questa problematica.

Giornalista
