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Trappeto, omaggio a Vincenzina Dolci: presentato il libro di Libera Dolci al Borgo di Dio

TRAPPETO – Un pomeriggio di intensa emozione e profonda riflessione ha animato il Borgo Danilo Dolci di Trappeto, dove si è tenuta la presentazione del libro “Vincenzina, mi chiamo Vincenzina” di Libera Dolci, dedicato alla figura di Vincenzina Mangano Dolci, moglie e compagna di vita del sociologo e attivista Danilo Dolci.

All’evento hanno partecipato il sindaco di Cinisi, Vera Abbate, e il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, insieme a cittadini, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale. “È stato un momento di alta cultura e profonda umanità – ha dichiarato Abbate – dedicato a una donna che ha incarnato la forza silenziosa di un’intera stagione di riscatto sociale”.

📚 Una donna semplice, madre di comunità

Attraverso le pagine del libro, il pubblico ha riscoperto la storia di Vincenzina, figura discreta ma centrale nell’esperienza del Borgo di Dio, luogo simbolico dove educazione, solidarietà e speranza si intrecciarono in una rivoluzione nonviolenta dal basso.

“Una partecipata presentazione – ha commentato il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci – per un libro che racconta il momento storico vissuto da Vincenzina, che seguì il marito nelle sue battaglie culturali, sociali e ideologiche. Una donna coraggiosa e forte che sostenne Danilo Dolci nel difficile contesto del dopoguerra in Sicilia. Complimenti a Libera, all’editore e a tutti gli amici che hanno collaborato a questa bella testimonianza, che presto presenteremo anche nel nostro paese”.

🎤 Un tributo alla memoria e all’impegno civile

“Vincenzina fu una donna di straordinaria umiltà e tenace determinazione – ha aggiunto Abbate – la sua capacità di accogliere e amare fu fondamentale per rendere possibile il sogno di Danilo Dolci. Un grazie sincero a Libera Dolci per aver restituito voce e dignità a questa figura luminosa, e per averci ricordato che le grandi rivoluzioni nascono anche dal coraggio discreto delle donne”. L’iniziativa ha rappresentato un tributo alla memoria e all’impegno civile, riaffermando il valore del Borgo di Dio come luogo di cultura e di costruzione collettiva.