Trappeto, querelle vicesindaco-consiglieri, esposto in Procura

Parte un esposto in Procura in seguito alla mozione presentata da due consiglieri comunali di opposizione a Trappeto in cui si chiede la rimozione della vicesindaco Rosa Orlando. A presentarla l’avvocato Cinzia Pecoraro che ha avuto mandato dalla stessa vicesindaco e dal sindaco Santo Cosentino per le affermazioni fatte nel documento protocollato al Comune e che sarà prossimamente discusso in consiglio. La denuncia in Procura è per diffamazione nei confronti dei due firmatari della mozione, Giacomo Ferrara e Giusy Militello, che hanno svelato come uno dei lidi oggetto delle contestazioni della capitaneria nei giorni scorsi per occupazione abusiva di demanio sia di fatto gestito dal figlio, anche se non è lui il destinatario della denuncia bensì il richiedente della concessione, altro stretto congiunto della Orlando.
I due consiglieri, entrambi esponenti della Dc, hanno anche avanzato dei forti dubbi sulla redazione del Pudm, il piano del demanio marittimo attraverso cui vengono rilasciate le concessioni dei lidi sulle spiagge, ritenendo che la presenza in giunta della vicesindaco abbia potuto influenzare determinate scelte.
“Affermazioni gravi e false – afferma l’avvocato Pecoraro – che hanno spinto il sindaco e la sua vice a darmi mandato per la presentazione dell’esposto in Procura. Sono stati fatti nomi riguardo l’attività sul lido che erano coperti dalla privacy, citando il figlio che oltretutto non è neanche destinatario della denuncia. Inoltre sono state avanzate illazioni su possibili ingerenze per la redazione del Pudm che è stato approvazione da un commissario regionale. Senza considerare che le deleghe della vicesindaco nulla hanno a che fare con la materia delle concessioni balneari”.
“Prendiamo atto con molto dispiacere – hanno ribattuto poco dopo aver saputo dell’esposto i consiglieri Militello e Ferrara – delle parole di replica del vicesindaco che, piuttosto che accendere il dibattito politico, minaccia azioni legali nelle sedi opportune. Noi pensiamo che il dibattito debba essere esclusivamente politico e la sede opportuna, l’unica sede opportuna sia la casa comunale dove potersi confrontare e chiarire alla cittadinanza le proprie posizioni. Come gruppo di minoranza rappresentiamo le richieste dei cittadini che chiedono più trasparenza. Siamo pronti a confrontarci costruttivamente e saremo felici, eventualmente, di poterci accertare che tutto quanto riportato dai giornali nei giorni passati sia solo un malinteso. Con questa speranza attendiamo che venga convocato un consiglio comunale straordinario e che il vicesindaco nelle more si dimetta fino a che non sia tutto chiarito”.


