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📱 Smartphone vietati in classe: il nuovo divieto mette in difficoltà i presidi

Con l’inizio dell’anno scolastico 2025-2026, il Ministero dell’Istruzione ha imposto un divieto rigoroso sull’uso degli smartphone durante l’orario scolastico, estendendolo anche agli istituti superiori.

La misura, annunciata dal ministro Giuseppe Valditara, mira a contrastare gli effetti negativi dell’abuso di dispositivi digitali tra gli studenti, come calo dell’attenzione, disturbi del sonno e dipendenza. Ma se la norma è chiara, la sua applicazione si sta rivelando tutt’altro che semplice.

Molti dirigenti scolastici si trovano impreparati ad affrontare la nuova direttiva. Nonostante il divieto fosse giĂ  presente da anni, la circolare ministeriale impone ora regole piĂą stringenti e sanzioni progressive, fino alla sospensione.

Tuttavia, la mancanza di infrastrutture adeguate — come armadietti per custodire i telefoni — e di personale sufficiente rende difficile l’attuazione uniforme del provvedimento.

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, ha sottolineato che molte scuole non hanno né spazi né risorse per gestire il deposito dei cellulari. “L’unica soluzione praticabile è farli tenere spenti nello zaino,” ha dichiarato, aggiungendo che il ritiro dei dispositivi da parte dei docenti non è consentito.

Ogni istituto ha autonomia nel definire le modalitĂ  di applicazione del divieto. Alcune scuole hanno introdotto sistemi di sanzioni graduali: dalla nota disciplinare al sequestro temporaneo del dispositivo, fino alla convocazione dei genitori e alla sospensione.

Altrei Istituti, hanno giĂ  da tempo adottato soluzioni strutturate, come armadietti numerati per ogni studente.

Non tutti i presidi sono favorevoli al divieto totale. Alcuni, propongono un approccio più educativo, puntando sulla formazione digitale piuttosto che sulla proibizione. “Meglio insegnare agli studenti come usare la tecnologia in modo consapevole,” hanno affermato.

Il divieto degli smartphone in classe rappresenta un passo importante verso una scuola piĂą concentrata e meno distratta. Ma senza un piano operativo chiaro e risorse adeguate, rischia di trasformarsi in un boomerang per i dirigenti scolastici.

La sfida ora è trovare un equilibrio tra disciplina, educazione e realtà logistiche.