Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

10 Aprile 2020: Il Venerdì Santo nel Silenzio del Mondo

Foto di Francesco Cassarà

Il 10 aprile 2020 rimarrà scolpito nella memoria collettiva come uno dei momenti più surreali e profondi della storia recente. In piena pandemia da COVID-19, il mondo si fermò, e con esso le tradizionali processioni del Venerdì Santo. Eppure, proprio in quel silenzio assordante, la fede trovò una voce nuova e potente.

Mentre le strade delle città erano deserte e il suono delle sirene squarciava l’aria, il rito della Via Crucis assunse un significato plastico. Non era più solo una rievocazione storica, ma uno specchio del presente:

L’immagine di Piazza San Pietro deserta, bagnata dalla pioggia e illuminata solo dalle torce, divenne l’icona di un’umanità fragile.

La sofferenza di Cristo sulla croce si rifletteva nei volti dei malati isolati e nella fatica eroica di medici e infermieri.

Nonostante le chiese chiuse al pubblico, la spiritualità non subì il lockdown. La tecnologia divenne il ponte per una comunione inedita:

Milioni di persone si ritrovarono unite davanti agli schermi, trasformando i salotti in piccole chiese domestiche.

Il Venerdì Santo del 2020 dimostrò che la “presenza” non è solo fisica. Il senso di smarrimento globale portò molti a riscoprire il valore della preghiera come ancora di salvezza.

> “In quel venerdì di passione, il mondo intero ha condiviso la stessa croce, scoprendo che la speranza non può essere confinata.”>

Quel 10 aprile ci ha insegnato che la fede non si ferma davanti all’emergenza. Se il virus imponeva il distanziamento, il mistero della Croce richiamava alla vicinanza e alla solidarietà. È stato un momento irreale, sì, ma paradossalmente uno dei più autentici, dove la spoglia essenzialità del rito ha toccato il cuore di credenti e non, ricordandoci che dopo ogni Venerdì Santo, la promessa è quella di una rinascita.