Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

32° anniversario strage via D’Amelio. L’omaggio dell’On. Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia

“Sono trascorsi 32 anni dalla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. La vita di fedeli servitori dello Stato spezzata con la più brutale strategia stragista che ha letteralmente mandato in frantumi i loro corpi. È seguita una dura reazione e tante vittorie sono state messe a segno da allora, indebolendo la criminalità organizzata ma non piegandola del tutto, come ci raccontano i fatti di cronaca. Le parole “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” hanno accompagnato le generazioni di questo trentennio e ancora oggi sono un monito per tutti, istituzioni e società civile, a fare la propria parte ogni giorno, per rendere onore ai martiri e la libertà dalla sopraffazione mafiosa alla Sicilia. Per commemorare il loro sacrificio ho reso omaggio alla stele che in via D’Amelio ricorda l’eccidio”. È quanto dichiarato dal deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia.

“A 32 anni dalla terribile strage di via D’Amelio, Palermo ricorda il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e dei 5 agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Un attentato che ha sconvolto Palermo e l’intero Paese e che ha rappresentato l’apice della sfida della mafia alle Istituzioni. Da quel giorno, è partita una forte e convinta risposta dello Stato e dei cittadini e quel sacrificio, così come quello del giudice Giovanni Falcone, ucciso 57 giorni prima, si è trasformato in simbolo di affermazione della legalità. Capi e assassini di cosa nostra sono stati arrestati ma, come ha ricordato oggi anche il Capo dello Stato Mattarella, la ricerca della piena verità su circostanze e mandanti dell’attentato è ostacolata da depistaggi. Qui il mio pensiero va ai figli del giudice Borsellino, che proseguono la loro battaglia per fare luce sulla morte del padre, e ai familiari delle vittime di via D’Amelio. È a loro e alla società civile che si deve una completa e veritiera ricostruzione dei fatti”. Lo ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.