Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

8 settembre, Giornata Mondiale della Fisioterapia: l’appello del Dott. Giovanni Polizzi sulle liste d’attesa nella riabilitazione

In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, che si celebra oggi 8 settembre, il Dott. Giovanni Polizzi accende i riflettori su un tema di primaria importanza per la tenuta del sistema sanitario e la tutela dei pazienti: il superamento dei lunghi tempi di attesa per accedere alle cure riabilitative, con un focus prioritario sulle patologie più fragili e complesse.

Il Dott. Polizzi evidenzia la necessità di cambiare approccio nella gestione e nella programmazione delle prestazioni riabilitative, affinché l’accesso al servizio risponda a criteri clinici stringenti e differenziati:

«Oggi, Giornata Mondiale della Fisioterapia, credo sia doveroso parlare non solo del ruolo fondamentale dei fisioterapisti, ma anche di un problema che non possiamo più ignorare: le liste di attesa per la riabilitazione. Non possiamo trattare tutte le richieste allo stesso modo. Per un bambino con una patologia neurodegenerativa o rara, spesso senza una cura e talvolta ancora senza una diagnosi definitiva, aspettare mesi può significare perdere funzioni che difficilmente potranno essere recuperate. La fisioterapia, in questi casi, non è una prestazione accessoria: è parte integrante della cura».

Il tema della tempestività dei trattamenti riabilitativi nei casi ad alta complessità assistenziale era già stato affrontato nei mesi scorsi nel corso di un confronto istituzionale sul territorio, come ricorda lo stesso dottore:

«Lo scorso marzo, proprio a Giardinello, durante un importante evento regionale sulle malattie rare, abbiamo portato questo tema all’attenzione delle istituzioni e delle famiglie. Oggi ribadisco con ancora più forza la necessità di rivedere i criteri di priorità, affinché siano la patologia, la gravità e la reale necessità clinica a determinare i tempi di accesso alla riabilitazione. Una sanità che vuole essere realmente equa non può limitarsi a garantire una prestazione: deve garantire che quella prestazione arrivi nel momento in cui serve davvero al paziente».