Sgombera l’alloggio Iacp per occuparlo subito: 6 denunciati a Gravina di Catania per l’arredamento rubato e l’invasione di edificio
GRAVINA DI CATANIA. Voleva accelerare i tempi di assegnazione di un alloggio popolare e, per farlo, non ha esitato a forzare l’ingresso e a ingaggiare una vera e propria squadra di traslocatori per svuotare l’immobile dai mobili dei precedenti inquilini. Il piano è stato però sventato in serata dai Carabinieri della Tenenza di Mascalucia che hanno denunciato a piede libero 6 persone alla Procura della Repubblica.
L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza “112 NUE” per alcuni strani movimenti di mobili in corso all’interno di un complesso di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari (I.A.C.P.) situato in via Francia, nel territorio del comune di Gravina di Catania. I militari dell’Arma, d’intesa con la Centrale Operativa, hanno raggiunto immediatamente lo stabile per verificare la situazione.
Al loro arrivo, gli operanti hanno sorpreso tre uomini intenti a caricare mobili e suppellettili sul cassone di un furgone ormai già colmo. Altri due complici sono stati invece individuati al primo piano dell’edificio, all’interno dell’appartamento, mentre raccoglievano i complementi d’arredo rimasti. I cinque lavoratori – di 48, 34, 18, 33 e 22 anni – hanno tentato di giustificarsi spiegando di essere stati ingaggiati da una conoscente proprio per sgomberare i locali.
Poco dopo sul posto è giunta la committente del trasloco abusivo, una donna di 34 anni residente a Gravina di Catania. Messa alle strette, l’idagata ha ammesso di aver presentato regolare richiesta di assegnazione all’Iacp ma, stanca di attendere l’iter burocratico, ha deciso di forzare la porta d’ingresso per prendere subito possesso della casa, disponendo lo sgombero immediato dei beni altrui. Sulla base degli indizi raccolti, i Carabinieri hanno denunciato i 5 uomini per invasione di edifici aggravato in concorso e la donna per furto pluriaggravato in concorso, ferma restando la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

Giornalista
