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Partinico, botta e risposta sul bene confiscato di via Colombo: il sindaco Rao replica alla III Commissione Consiliare

PARTINICO. Il recupero dell’immobile confiscato in via Colombo si trasforma nell’ennesimo terreno di scontro tra il Consiglio comunale e l’Amministrazione cittadina. La struttura ristrutturata grazie ai fondi del PON Legalità ottenuti durante la passata gestione della Commissione Straordinaria e destinata a finalità sociali fondamentali come attività extra-scolastiche, integrazione e potenziamento didattico per i giovani del territorio. La miccia delle polemiche si è accesa, a seguito di una visita congiunta delle commissioni consiliari I e III all’interno del plesso, volta a verificare lo stato dell’arte del progetto e le tempistiche di effettivo utilizzo.

Il consigliere Mauro Lo Baido: «Basta ritardi, la struttura è pronta»

Al termine del sopralluogo, il Presidente della III Commissione Consiliare, Mauro Lo Baido, ha espresso forte preoccupazione per le mancate scadenze operative, pur lodando l’alto livello qualitativo dei locali: «Durante la visita abbiamo potuto toccare con mano la bellezza, la modernità e la perfetta funzionalità della struttura – ha dichiarato il consigliere Mauro Lo Baido – con aule ampie e luminose, dotazioni multimediali d’avanguardia, arredi e spazi didattici già pronti all’uso. Se da un lato c’è grande soddisfazione nel vedere un bene sottratto alla criminalità trasformato in un presidio di cultura e socialità, dall’altro non possiamo più tollerare ulteriori ritardi. L’immobile è pronto da tempo, eppure resta ancora chiuso e inutilizzato. Sollecitiamo con fermezza l’Amministrazione Comunale a porre fine a questo stallo risolvendo le ultime formalità: occorre procedere immediatamente all’affidamento della gestione. Ogni giorno di ritardo è un’opportunità tolta ai nostri giovani».

La replica del sindaco Pietro Rao: «Cancellano il nostro lavoro»

La risposta del primo cittadino di Partinico non si è fatta attendere. Il sindaco Pietro Rao ha contestato duramente i toni della nota consiliare, rivendicando gli sforzi profusi dai propri uffici per superare gli intoppi burocratici successivi all’assegnazione dei fondi: «Finalmente scopriamo dal consigliere che la struttura è bella, moderna e funzionale – ha replicato con fermezza il sindaco Pietro Rao –. Peccato che, a leggere il suo comunicato, sembrerebbe quasi che tutto questo sia avvenuto per miracolo. Non c’è una parola sul lavoro dell’Amministrazione, nessun riferimento alle difficoltà affrontate e superate per arrivare a questo risultato. Il finanziamento risale alla gestione commissariale, ed è giusto ricordarlo, ma sarebbe altrettanto corretto raccontare quanto lavoro sia stato svolto dopo. C’è chi affronta i problemi, assume responsabilità e lavora, e poi c’è chi arriva, fa un sopralluogo, scatta qualche fotografia e confeziona il solito comunicato di critica. L’apertura della struttura è anche il nostro obiettivo. La vigilanza è importante, ma quando si riesce a trovare qualcosa da contestare persino davanti a un’opera completamente recuperata, viene spontaneo chiedersi se l’obiettivo sia davvero valorizzare il bene oppure trovare, a ogni costo, qualcosa da rimproverare. Per vedere ciò che manca basta aprire gli occhi, per riconoscere ciò che è stato fatto occorre onestà intellettuale».