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Addio a Emma Bonino: si è spenta a 78 anni la storica leader radicale e dei diritti civili

Roma – Si è spenta oggi, 11 settembre 2026, all’età di 78 anni Emma Bonino. La notizia della scomparsa è stata resa nota da +Europa, la formazione politica da lei fondata e guidata negli ultimi anni. La storica esponente politica era stata ricoverata nei giorni scorsi a Roma a causa di complicazioni derivanti da una grave crisi respiratoria.

Una vita per la libertà e i diritti civili Figura di primo piano della politica italiana ed europea per oltre mezzo secolo, Emma Bonino ha segnato la storia democratica del Paese attraverso epocali battaglie di civiltà. Fin dagli anni ’70, al fianco di Marco Pannella e del Movimento Radicale, è stata in prima linea per il riconoscimento dei diritti fondamentali: dalle storiche campagne sul divorzio e sull’aborto, fino alle lotte per l’obiezione di coscienza, il referendum sull’eutanasia, la legalizzazione delle sostanze e la difesa dello Stato di diritto.

Dall’Italia all’Europa: una statura internazionale Nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera, Bonino ha ricoperto ruoli istituzionali di altissimo profilo:

  • Commissaria Europea per i Consumatori, la Politica Sanitaria e l’Aiuto Umanitario (ECHO) dal 1995 al 1999, distinguendosi per i suoi interventi nelle aree di crisi internazionale e in difesa delle popolazioni martoriate dai conflitti.
  • Ministra del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee (2006-2008).
  • Ministra degli Affari Esteri (2013-2014), portando nelle sedi diplomatiche la consueta fermezza sui temi della cooperazione, dei diritti umani e dell’integrazione europea.
  • Vicepresidente del Senato della Repubblica, oltre a plurimi mandati da parlamentare italiana ed europea.

Pioniera dell’europeismo e indefessa sostenitrice del federalismo continentale, ha continuato a battersi con tenacia fino agli ultimi giorni, affrontando anche la malattia con la determinazione e il coraggio che ne hanno sempre contraddistinto l’azione politica e umana.

Con la sua scomparsa, l’Italia e l’Europa perdono uno dei profili più liberi, influenti e appassionati della storia contemporanea.