Addio a Gino Bua, Partinico perde un simbolo di ingegno e umanità popolare
Si è spento alle 22.00 di questa sera, all’età di 72 anni Gino Bua, amatissima figura partinicese, conosciuta in tutta la città per la sua inconfondibile doppia veste di fruttivendolo ambulante e meccanico autodidatta dal talento fuori dal comune. Dopo oltre un anno di sofferenze e lotta silenziosa, Bua è morto in una casa di riposo dove si trovava ricoverato: fu coinvolto in un incidente stradale avvenuto nel giugno del 2024. Quel giorno, era alla guida del suo ciclomotore quando, all’incrocio tra via Matteotti e via Kennedy, si è scontrato con un’auto. L’impatto fu violentissimo. Subito trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Sofia di Palermo, venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa per un grave trauma cranico e fu tenuto in coma farmacologico per diversi giorni. Da allora, non si è mai più realmente ripreso. Le sue condizioni sono rimaste critiche, fino all’inevitabile epilogo. La notizia della sua morte ha scosso profondamente la comunità. Gino Bua era più di un semplice cittadino: rappresentava una forma autentica e spontanea di intelligenza pratica, creatività e spirito di iniziativa. Le sue invenzioni – come la moto con la retromarcia o l’auto a sei ruote – hanno incuriosito e divertito generazioni, diventando virali sui social e simbolo di un sapere popolare che non si insegna nei manuali. Uomo semplice, dal cuore grande, sempre disponibile, era apprezzato per la sua umanità, per il sorriso contagioso e per l’atteggiamento positivo anche di fronte alle difficoltà. Era impossibile non conoscerlo, impossibile non voler bene a quel fruttivendolo geniale che sapeva trasformare bulloni e rottami in invenzioni surreali ma perfettamente funzionanti. Oggi Partinico perde un personaggio autentico, una figura che ha saputo tenere insieme memoria, ingegno e spirito comunitario. La sua lambretta di frutta non ci sarà più, così come le sue “macchine impossibili” parcheggiate nei vicoli del paese. Ma il ricordo di Gino Bua resta impresso nella memoria collettiva come esempio di dignità, lavoro e originalità. Una di quelle figure che, senza clamore, rendono un paese più umano.
Giornalista pubblicista
