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Addio a Pippo Baudo, il figlio di Sicilia che ha fatto grande la televisione italiana

Di M. Cucchiara ✍️

Si è spento ieri sera a Roma, all’età di 89 anni, Pippo Baudo, il volto più amato e riconoscibile della televisione italiana.

Con lui non scompare soltanto un uomo, ma un’epoca intera: la stagione d’oro della tv di qualità, quella capace di unire il Paese attorno a un unico schermo, di far sognare con grazia, ironia e professionalità.

Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, Baudo portava nel cuore la sua Sicilia, che non dimenticò mai.

Figlio di un avvocato e di una casalinga, crebbe in una famiglia semplice, coltivando la passione per la musica e per il palcoscenico.

Si laureò in giurisprudenza all’Università di Catania, ma la toga non fece mai parte del suo destino: il suo vero tribunale fu il palcoscenico, il suo codice la leggerezza colta di chi sapeva parlare a tutti senza mai scadere nella banalità.

Il debutto televisivo arrivò negli anni Sessanta, quasi in sordina, ma bastarono poche apparizioni perché il pubblico si accorgesse della sua naturalezza e della sua eleganza.

Con “Settevoci”, il programma musicale che inventò e condusse nel 1966, si rivelò come il nuovo volto della Rai.

Da quel momento in poi la sua carriera fu una scalata senza ritorno: Canzonissima, Fantastico, Domenica In, varietà e quiz che scrissero pagine indimenticabili della cultura popolare italiana.

Il suo nome resterà però per sempre legato al Festival di Sanremo, che condusse per tredici edizioni, imprimendo alla kermesse la sua impronta: rigore, calore e spettacolo allo stesso tempo.

Con Baudo il Festival diventò non solo un concorso musicale, ma una vetrina di talenti, un rito collettivo.

Non fu soltanto un presentatore, ma anche un talent scout di genio. A lui devono la loro scoperta artisti come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Michelle Hunziker, Laura Pausini, Giorgia.

Volti e voci che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano, scovati e accompagnati da quell’occhio attento che riconosceva la luce del talento prima ancora che si accendessero i riflettori.

Baudo rappresentava la televisione con la “T” maiuscola: quella che univa le famiglie davanti al piccolo schermo, che faceva cultura con leggerezza e spettacolo con dignità.

Un professionista inappuntabile, un uomo di cultura raffinata, ma anche un siciliano verace, orgoglioso delle sue radici, capace di portare sempre un pezzo della sua terra nella ribalta nazionale.

Negli ultimi anni aveva scelto il silenzio, lontano dalle luci, nella sua casa romana. Ma ogni sua rara apparizione suscitava emozione: bastava la sua voce, la sua figura, per riportarci indietro a un’Italia che si riconosceva nei grandi volti della televisione.

La sera del 16 agosto 2025, Pippo Baudo ha lasciato questo mondo. Con lui se ne va il “Super Pippo” della televisione, l’uomo che ha fatto della tv non solo intrattenimento ma anche educazione sentimentale e culturale di un intero Paese.

Oggi l’Italia piange un figlio della Sicilia, un maestro di palcoscenico, un gentiluomo dello spettacolo.

La sua eredità non sarà mai archiviata: resterà viva nella memoria collettiva, nei sorrisi che ha regalato, nelle carriere che ha lanciato, nei momenti storici che ha firmato.

Addio Pippo, e grazie. La tua voce continuerà a risuonare nelle case e nei cuori degli italiani, come un filo invisibile che unisce la Sicilia all’Italia intera.