Agrigento, pronto soccorso nel caos: 25 malati in attesa e il sistema sanitario provinciale va in tilt

AGRIGENTO — Un’altra giornata di straordinaria emergenza per la sanità agrigentina. Quello che si è consumato nelle ultime ore nel pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento viene descritto da operatori e utenti come un vero e proprio “inferno”: la struttura è ripiombata nel collasso strutturale, arrivando a registrare fino a 25 pazienti critici contemporaneamente in coda per un posto letto o un ricovero nei reparti di degenza.
I numeri scattano l’ennesima fotografia di un sistema al limite della resa. Barelle posizionate nei corridoi, tempi di attesa che si dilatano per ore — in molti casi superando l’intera giornata — e personale medico e infermieristico sottoposto a ritmi di lavoro insostenibili. Ad aggravare la saturazione dei locali non è soltanto il costante afflusso di nuovi accessi, ma il fenomeno dell’cosiddetto boarding: l’impossibilità di trasferire i pazienti già stabilizzati nei reparti specialistici dell’ospedale, totalmente saturi.
Le cause strutturali rimangono quelle note, ma gli effetti continuano a peggiorare:
- Carenza organica di medici e infermieri: La scopertura dei turni in prima linea costringe il poco personale presente a gestire volumi di traffico sanitario superiori a ogni standard di sicurezza.
- Filtro territoriale carente: La mancanza di una rete capillare di assistenza primaria e la crisi delle guardie mediche spingono centinaia di cittadini a rivolgersi all’ospedale anche per codici di bassa priorità.
- Effetto domino sui pronto soccorso vicini: La paralisi dell’ospedale di Agrigento finisce inevitabilmente per caricare di ulteriore pressione le strutture della provincia, come gli ospedali di Canicattì, Licata e Sciacca, a loro volta in sofferenza.
Tornano a farsi sentire con forza le proteste dei sindacati di categoria e delle associazioni dei consumatori, che da mesi denunciano il rischio concreto di un blocco totale delle attività d’emergenza. Familiari in attesa di notizie all’esterno dei locali raccontano ore di stallo e angoscia, chiedendo interventi immediati e non più rinviabili da parte dei vertici dell’Asp di Agrigento e dell’Assessorato regionale alla Salute.
Senza un piano straordinario per lo sblocco dei ricoveri e il reclutamento urgente di risorse umane, la gestione delle emergenze nella provincia rischia di trasformarsi in una crisi permanente a danno dei diritti fondamentali dei malati.

Direttore Responsabile
