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Agrigento, scoperta cantina abusiva: sequestrati oltre 8.000 litri di vino senza tracciabilità

AGRIGENTO – Prosegue l’azione di contrasto alle frodi agroalimentari nella provincia di Agrigento. Nelle ultime settimane, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e gli ispettori dell’Ufficio ICQRF Sicilia hanno eseguito una serie di controlli mirati nel settore vitivinicolo, con l’obiettivo di individuare pratiche irregolari nella commercializzazione dei vini a denominazione d’origine.

L’attività ispettiva, estesa all’intero territorio provinciale, ha posto particolare attenzione a tre ambiti critici: illecita rivendicazione di marchi DOP e IGP, impiego di uve e mosti non conformi ai disciplinari, falsa attestazione della provenienza geografica.

Cantina abusiva scoperta a Palma di Montechiaro

Uno degli interventi più rilevanti ha riguardato un’azienda agricola di Palma di Montechiaro, dove è stata individuata una cantina completamente abusiva. L’opificio era privo delle autorizzazioni sanitarie obbligatorie e dei requisiti igienico‑strutturali previsti dalla normativa per la produzione e conservazione di alimenti e bevande. Per tali motivi, i locali sono stati dichiarati non idonei e ne è stata disposta l’immediata chiusura.

Durante il controllo, i finanzieri della Tenenza di Licata e gli ispettori ICQRF hanno sequestrato oltre 8.000 litri di vino, sfuso e imbottigliato, completamente privo di tracciabilità e certificazioni d’origine. Contestate anche le relative violazioni amministrative.

Un modello operativo efficace

I risultati ottenuti confermano l’efficacia del modello di collaborazione tra Guardia di Finanza e ICQRF, che unisce capacità investigativa e competenze tecnico‑ispettive per tutelare: le denominazioni di origine, la leale concorrenza tra produttori e la trasparenza verso i consumatori.

Tutela del Made in Italy

Il comparto vitivinicolo è una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy. Difenderlo da filiere illecite e produzioni abusive significa salvaguardare non solo il valore economico delle imprese oneste, ma anche la reputazione internazionale di un patrimonio produttivo e culturale radicato nella storia e nel territorio.