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Alcamo. Monte Bonifato, “tendata” di Muschio Ribelle dal 12 al 16 agosto per difendere la Funtanazza e il bene comune

ALCAMO – Dopo gli incendi che hanno devastato la Sicilia, il collettivo Muschio Ribelle torna a far sentire la propria voce annunciando una nuova azione concreta per la tutela del territorio. Dal 12 al 16 agosto, attivisti e cittadini si riuniranno sul Monte Bonifato per una “tendata” che sarà al tempo stesso un presidio di cura del paesaggio e un momento di mobilitazione politica per chiedere la restituzione della Funtanazza alla comunità.

L’iniziativa prevede azioni di pulizia dei sottoboschi, formazione alla prevenzione antincendio, laboratori, mostre artistiche e musica acustica dal vivo. Un evento comunitario che vuole essere risposta concreta all’abbandono dei beni comuni e alla gestione opaca del patrimonio pubblico.

Già la scorsa estate, i cosiddetti “guardiani” avevano presidiato il monte, contribuendo a prevenire incendi devastanti come quelli del 2023. Usando i locali abbandonati della Funtanazza come base operativa, avevano dimostrato come la partecipazione dal basso possa generare effetti reali. Ma nonostante l’impegno civico, la Provincia, dopo aver murato i locali usando fondi pubblici, ha avviato trattative ristrette per la gestione del bene, senza bando pubblico e orientate – secondo Muschio Ribelle – unicamente al profitto, escludendo ogni proposta fondata sulla gestione collettiva e sull’uso civico.

«Stanno negando l’accesso agli atti a chi chiede trasparenza», denuncia il collettivo, che sta valutando un ricorso legale. «Affidare la gestione della Funtanazza senza un bando pubblico può aprire la porta a pratiche clientelari e opache». Da qui l’idea di tornare simbolicamente e fisicamente sulla montagna per “reclamare la gestione comune” e chiedere che il nuovo Presidente della Provincia riveda le scelte compiute dai Commissari.

«Alla nostra apertura al dialogo, le istituzioni hanno risposto con muri, reali e simbolici», affermano gli attivisti. «Ma noi non ci fermiamo: torniamo alla Funtanazza per prenderci cura della montagna e per difendere il diritto della comunità a decidere del proprio territorio».