Alcamo, Muschio Ribelle guida la proposta per trasformare la Funtanazza in un Centro Popolare di Educazione Ambientale
ALCAMO – La comunità alcamese si mobilita per il futuro della Riserva Naturale del Monte Bonifato e dei suoi beni in stato di abbandono. Dopo il dietrofront del Libero Consorzio di Trapani sulla vendita della Funtanazza, è il gruppo ecologista Muschio Ribelle – insieme a associazioni, volontari ed educatori ambientali – a farsi promotore di una proposta concreta: trasformare l’immobile in un Centro Popolare di Educazione e Protezione Ambientale. L’idea punta a creare uno spazio aperto e autogestito, dedicato alla cura dei beni comuni, alla formazione ambientale e al supporto delle attività di guardianìa antincendio, che negli ultimi due anni hanno permesso alla Riserva di uscire indenne da stagioni storicamente segnate da incendi dolosi.
Un progetto dal basso per la rigenerazione della montagna
Da settimane un gruppo di cittadini di Alcamo e dintorni sta lavorando per mettere insieme associazioni, attivisti, guide ambientali, tecnici e progettisti. L’obiettivo è presentare un progetto operativo già dalla stagione degli incendi 2026, con criteri chiari di partecipazione, uso e accesso, nel rispetto dei principi di fruibilità, inclusività e accessibilità. Il modello di riferimento è quello dei beni comuni, già adottato in oltre 300 città italiane, che consente la gestione condivisa di immobili pubblici abbandonati attraverso patti di collaborazione.
Il regolamento sui beni comuni attende l’ultimo passo
Ad Alcamo, lo schema di Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni è stato approvato dalla Giunta nel dicembre 2024. Diverse realtà hanno partecipato al processo inviando osservazioni, e ora la comunità auspica che amministrazione e consiglio comunale riprendano l’iter per arrivare all’approvazione definitiva. Il regolamento permetterebbe anche di formalizzare un patto di collaborazione con i gruppi di guardianìa dal basso, che dal 2024 presidiano la montagna con risultati tangibili nella tutela del bosco.
Il contesto: la vendita sospesa e il ritorno dell’interesse pubblico
Il 31 dicembre 2025 il Libero Consorzio aveva inserito la Funtanazza tra i 38 immobili da alienare nel triennio 2026–2028, con l’obiettivo di dismettere beni non più funzionali alle attività istituzionali. La decisione aveva suscitato polemiche, soprattutto perché l’immobile era stato simbolicamente “restituito alla cittadinanza” da Muschio Ribelle nel luglio 2024. Il 9 gennaio 2026, con un nuovo avviso pubblico, l’ente ha sospeso la procedura di vendita per la Funtanazza e per il Podere Badia di Marsala, riconoscendone la natura istituzionale e strumentale.
Verso un percorso partecipato
La comunità invita cittadini, associazioni e realtà educative a contribuire al percorso di progettazione condivisa. Sono previsti eventi pubblici dedicati al bene comune della montagna e della Funtanazza. Il prossimo incontro con le associazioni che intendono sostenere l’iniziativa si terrà lunedì 22 marzo alle ore 17:00.

Giornalista
